Politica

Ecografie anche ai neonati a Crema: continua il botta e risposta tra Losco e Asst

Il segretario di Sinistra Italiana denuncia le difficoltà per le famiglie nel prenotare ecografie neonatali, invitando l'Asst a fornire risposte concrete e chiare

Continua il botta risposta tra Losco e Asst Crema
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Non si chiude il botta e risposta tra Paolo Losco, segretario di Sinistra Italiana Cremona, e l’Asst di Crema sulla riorganizzazione del servizio di ecografie alle anche per i neonati. Dopo la replica dell’azienda sanitaria, che aveva escluso una sospensione del servizio spiegando il passaggio da uno screening universale a uno selettivo, l’esponente politico torna sulla vicenda sostenendo che le spiegazioni fornite non rispondano alle criticità emerse.

A sostegno delle proprie affermazioni, Losco cita la lettera di dimissioni del figlio, nato nel mese di giugno, nella quale – evidenzia – tra gli accertamenti programmati compare l’ecografia delle anche, da eseguire tra la sesta e l’ottava settimana di vita e da prenotare al Cup con l’impegnativa del pediatra.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il servizio non viene sospeso. Bene. Allora la domanda è molto semplice: se il servizio non viene sospeso, perché una madre, seguendo le indicazioni ricevute alla dimissione del proprio figlio, si presenta al Cup e si sente indicare Casalmaggiore, Vigevano o il privato?”, afferma Losco.

Secondo il segretario di Sinistra Italiana, il problema non sarebbe tanto la definizione utilizzata dall’Asst quanto gli effetti concreti per le famiglie. “Ci viene detto che ‘il servizio non cambia’, cambia solo il ‘percorso organizzativo’, perché si passerebbe a uno screening selettivo. Tradotto fuori dal burocratese: un servizio che fino a ieri veniva indicato alle famiglie come percorso ordinario per i neonati oggi viene ristretto. Non sparisce nel comunicato, ma sparisce nella vita concreta di chi prova a prenotarlo. E alcune famiglie lo scoprono solo quando arrivano davanti allo sportello”.

Pur riconoscendo che si possa discutere “di linee guida internazionali, criteri scientifici, scelte organizzative o ragioni economiche“, Losco sostiene che resti una contraddizione. “A un neonato dimesso da questa struttura è stato raccomandato un esame; alla sua famiglia è stato scritto di prenotarlo al Cup; e al Cup quell’esame, a Crema, non è stato possibile prenotarlo”.

L’esponente di Sinistra Italiana chiede quindi chiarimenti all’azienda sanitaria: “Come si devono comportare le famiglie? Perché nella documentazione viene indicato un percorso che poi al Cup non risulta praticabile a Crema? Da quando questo servizio non è più prenotabile nelle condizioni precedenti? Quali alternative pubbliche, vicine e accessibili vengono garantite ai neonati del territorio?”.

Nella replica viene inoltre criticata la gestione della comunicazione. “Perché questa comunicazione arriva solo dopo la denuncia pubblica di una persona che, evidentemente, ha avuto il privilegio di ottenere una risposta da Asst solo perché ha potuto sollevare il caso a mezzo stampa? E tutti gli altri?”, si chiede Losco.

Infine, un’ultima domanda retorica rivolta all’Asst: “Perché è stata così celere la risposta a mezzo stampa rispetto a quella formale alla richiesta di una madre che è ancora in attesa di capire cosa dovrà fare? E forse questa resta, alla fine, la domanda più importante”.

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