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Cittadinanza Adam e Ramy,
Salvini: 'Si doveva verificare,
è la prima volta in Italia'

Il Ministro Salvini in conferenza stampa

E’ terminato l’incontro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e cinque (Adam, Ramy, Nicolò, Aurora e Fabio) dei 51 ragazzi che mercoledì scorso si trovavano sul bus dirottato una settimana fa da Osseynou Sy. I giovani cremaschi sono al Viminale, in attesa di stringere la mano al vicepremier che, in questa stessa occasione, consegnerà la cittadinanza italiana a due di loro: Adam (marocchino) e Ramy (egiziano). Entrambi i ragazzi sono nati su suolo italiano, ma per avere la nazionalità italiana avrebbero dovuto attendere la maggiore età. Il gesto eroico che gli studenti della media ‘Vailati’ di Crema hanno compiuto, in squadra con i compagni, ha però colpito l’altro vicepremier, Luigi Di Maio che ha sottolineato di aver convinto egli stesso il ministro dell’Interno a consegnare anticipatamente la cittadinanza per “meriti speciali”. Un’iniziativa che vede il pieno appoggio del capo del Governo Giuseppe Conte. Consegnate invece medaglie di merito agli altri studenti, come ha confermato Salvini nel corso della conferenza stampa successiva all’incontro. Adam questa mattina aveva dichiarato: “Mi sento completamente italiano pur non rinnegando le mie origini. Ma l’Italia è la mia casa”. Alla cerimonia erano presenti anche 12 dei carabinieri coinvolti nell’operazione di salvataggio: il Ministro dell’Interno ha anche annunciato che sono in corso le valutazioni per dare benemerenze ai Militari.

Sempre nel corso della conferenza stampa, il leader della Lega ha spiegato: “Come Ministero ci siamo presi i necessari giorni per approfondire: stiamo portando avanti il percorso perché i bambini non italiani lo possano diventare senza che questo comporti alcuna variazioni di legge, cioè senza che la cittadinanza venga estesa a chi sta intorno”.  “La cittadinanza – ha aggiunto – è una cosa seria: si dice sì quando si hanno tutti gli elementi per dire sì. Adam e Ramy hanno fatto quel che hanno fatto a prescindere dal documento che avevano in tasca. Per gli altri ragazzi nelle loro condizioni (chi, cioè, è nato in Italia senza avere diritto alla cittadinanza, ndr) a 18 anni sceglieranno se guidare la macchina e se acquisire la cittadinanza, anche se magari ci sarà qualche passaggio burocratico in meno. E’ una scelta così importante che comporta un percorso”. Salvini ha quindi sottolineato che si è trattato del “primo caso di cittadinanza concessa a minorenni”, ma che ne ha “date molte altre per merito, solo che si trattatava di maggiorenni e quindi di provvedimenti mirati”. Il Ministro ha quindi rivelato: “Mi ha colpito che un ragazzino di 13 anni, Niccolò, si sia offerto come ostaggio dopo aver visto i compagni in preda al panico e mi abbia spiegato che l’ha fatto perché era la cosa giusta”. In chiusura, Salvini ha anche spiegato perché in conferenza stampa non ci fossero i ragazzini: “E’ stata una mia scelta, mi sento quello che ha staccato la spina ad un interruttore che alla lunga avrebbe fatto male ai ragazzi, ai genitori, ai professori e a tutti quanti. Ho avuto la digustata sensazione che qualcuno abbia usato qusti ragazzini per fare battaglia politica. Mi auguro, però, che con oggi la scuola torni ad essere una scuola”.

 

ab – mt

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