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Salvini: 'Sì alla cittadinanza
per Rami'. Ora la richiesta
arriva anche da Adam

Sembra che si sia finalmente convinto il vicepremier Matteo Salvini, che nella giornata di oggi ha dato il suo “sì” per concedere la cittadinanza italiana a Rami, uno dei ragazzini eroi del pullman sequestrato a Crema. “Sì alla cittadinanza a Rami perché è come se fosse mio figlio” ha detto il vicepremier, ribandendo come il giovane abbia “dimostrato di aver capito i valori di questo paese”.

E le leggi, sebbene vadano fatte rispettare, “si possono superare” se ci si trova alla presenza di “atti di bravura o coraggio”. Le dichiarazioni di Salvini fanno marcia indietro su una posizione che sembrava essere di chiusura, nella serata di lunedì.

Una posizione ribadita anche dal guardasigilli Alfondo Bonafede, secondo cui si deve “riconoscere un merito e dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e di evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Rami”.

Avrebbe invece precedenti di polizia, ma non risultano condanne, Khaled Shehata, padre di Ramy. A suo carico ci sarebbero il reato di permanenza irregolare in Italia, una denuncia per rapina nel ’99 e il fatto di aver falsamente attestato di essere un pubblico ufficiale. Ma in nessun caso si è sfociati in una condanna.

Intanto anche l’altro ragazzino straniero eroe, Adam, tramite il suo legale, chiede la cittadinanza. “I signori Kalid e Hasnaa El Hamami (genitori di Rami) chiedono semplicemente che le Autorità vogliano prendere in considerazione il comportamento eroico di Adam, il quale a sprezzo del pericolo ha contattato telefonicamente i carabinieri nel corso del sequestro per dare la posizione esatta dell’autobus declinando il proprio nome e cognome e contribuendo a salvare se stesso e i propri compagni di classe, quale ‘eminente servizio reso all’Italia’ ai sensi dell’articolo 9 comma 2 della legge 91/1992 in quanto tale meritevole della concessione della cittadinanza italiana” ha spiegato l’avvocato all’Ansa.

La procedura riguarderà anche Adam El Hamami, l’altro ragazzino che ha dato l’allarme sul bus, anche lui figlio di immigrati, in questo caso marocchini.

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