Cronaca

Giovane blogger rapinato alla fermata del bus: marocchina condannata a 3 anni e 5 mesi

In aula il racconto della vittima, avvicinata con la scusa di una sigaretta e poi aggredita e derubata del giubbotto dall'imputata e da un altro ragazzo

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Una ventenne marocchina è stata condannata a tre anni, cinque mesi e 600 euro di multa (il pm onorario aveva chiesto cinque anni) per rapina e lesioni personali aggravate nei confronti di un 26enne cremasco, blogger e giornalista pubblicista, che era stato derubato del giubbotto.

L’episodio risale al tardo pomeriggio del 4 febbraio del 2024 a Crema. Era la prima domenica del Carnevale Cremasco. Il 26enne aveva scattato delle foto per il suo blog e poi aveva raggiunto la stazione degli autobus per far rientro a casa. Ad un certo punto gli si era avvicinata l’imputata che era in compagnia di un 25enne cremasco per il quale a suo tempo il giudice aveva emesso sentenza di non luogo a procedere per incapacità dovuta a problemi psichiatrici.

La vittima era stata avvicinata con la scusa di una sigaretta e poi presa per il braccio sinistro, trattenuta con la forza e strattonata con violenza. “O mi dai una sigaretta o ti tiro un pugno in faccia e ti accoltello“, gli aveva intimato il 25enne. Al rifiuto, era scattata la violenza. “Ho cercato di fuggire”, ha raccontato in aula il blogger, “ma loro mi hanno preso per le braccia e mi hanno strattonato. Poi la ragazza mi ha graffiato, provocandomi una forte irritazione”.

Al giovane era stato strappato di dosso il giubbotto che indossava e nel quale c’era il badge di lavoro. Nelle tasche c’erano anche il telefono e le chiavi di casa, recuperati in extremis prima della fuga della coppia. La scena era stata vista da una madre e da una figlia che erano nella vicinanze e che erano intervenute in soccorso del giovane. “Anche loro sono state aggredite”, ha raccontato la vittima.

Ai militari, ai quali aveva sporto denuncia, il giornalista aveva descritto i due aggressori. Il 25enne cremasco lo conosceva di vista. “Era piccolo, robusto, con i capelli neri“. I due erano stati rintracciati dai carabinieri la stessa sera nei pressi di un centro commerciale. Sia all’epoca dei fatti che oggi in aula, la vittima ha riconosciuto gli autori della rapina e delle lesioni. Il giubbotto era stato recuperato.

Il 25enne finito a processo, con problemi psichiatrici, era stato dichiarato non imputabile, mentre oggi la ragazza, assistita dall’avvocato Corrado Locatelli, è stata condannata.

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