Bergamaschi ricorda Alessandra Facchi: “Ha educato dentro e fuori la scuola”
Il sindaco di Crema ricorda Alessandra Facchi, scomparsa a 51 anni: “Ha educato dentro e fuori la scuola con umanità e coerenza”
Anche il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi si unisce al cordoglio per la scomparsa di Alessandra Facchi, la professoressa cremasca morta a 51 anni dopo aver affrontato una grave malattia. Una notizia che ha profondamente colpito la comunità, dove l’insegnante era conosciuta e apprezzata per il suo impegno professionale e umano.
Bergamaschi ha affidato ai social un ricordo personale e intenso, tratteggiando il profilo di una donna che ha lasciato un segno profondo nelle persone che hanno avuto modo di incontrarla. “Ho appreso della morte della giovane professoressa Alessandra Facchi con grande tristezza. Non sapevo della grave malattia che da tempo stava affrontando, con tenacia, dignità e al contempo riservatezza, da quel che ho letto. Caratteristiche che non fatico ad associare alla sua essenza”.
Pur non avendo avuto con lei un rapporto di amicizia stretta, il sindaco ricorda i numerosi momenti di confronto condivisi nel corso degli anni. “Di Alessandra conservo un bellissimo ricordo. Non abbiamo avuto l’occasione di sviluppare un’amicizia, ma i nostri confronti sinceri avuti nel corso degli anni sulle ‘cose del mondo’ sono stati per me una grande occasione di crescita intellettuale e di arricchimento personale. Esattamente ciò che ha saputo suscitare anche negli studenti di Crema che ha incontrato nel suo cammino professionale, che tutti avremmo desiderato potesse essere molto più lungo”.
Nel suo messaggio, Bergamaschi sottolinea soprattutto la dimensione educativa che ha caratterizzato l’intera esistenza di Facchi, ben oltre il ruolo svolto in aula. “Alessandra è stata una professoressa totale. Tra quei docenti che educatori lo sono sempre, coerentemente, non solo per vocazione, ma per naturale inclinazione, in ogni occasione della propria vita, al lavoro come al di fuori di esso”.
Un ricordo che si chiude con una frase che il sindaco conserva tra gli scambi avuti con l’insegnante e che, a suo giudizio, ne racchiude il modo di interpretare la realtà e il rapporto con gli altri. “‘Vorrei capire, più che tifare’, mi scrisse in uno dei nostri dialoghi. E quella tensione alla ricerca di senso, della verità delle cose, unitamente ad un’instancabile azione di promozione del valore delle relazioni umane e sociali, è stata il suo modo, bellissimo, di stare nel mondo”.
Infine il pensiero conclusivo, rivolto alla professoressa scomparsa: “Oggi spero che possa riposare in pace e che di quel senso e quella verità possa godere in eterno”.