Cronaca

Comitato Ponte di via Cadorna: “Tavoli con Prefettura e Area Omogenea Cremasca”

Il neo "Comitato Ponte di via Cadorna" chiede sospensione totale delle tasse, apertura tavolo con la Prefettura, l’Area Omogenea Cremasca e accesso ai fondi regionali

Servizio di Sabrina Grilli
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Per ora unisce i titolari di una trentina di attività commerciali danneggiate dalla chiusura del ponte di via Cadorna, ma si dichiarano aperti anche i residenti dei quartieri, rimasti isolati di Castelnuovo e San Bernardino.
Si è costituito, da pochi giorni, il “Comitato dei commercianti Ponte di via Cadorna” che è pronto a confrontarsi e a portare lo stato di criticità, che investe tutta la città, ai tavoli istituzionali. Ecco le loro richieste.

“La prima cosa da fare – ha detto Annibale Mozzi, uno dei portavoce del Comitato Ponte di via Cadorna, è togliere tutte le accise immaginabili e pensabili per tutta la durata della chiusura del ponte; aprire un tavolo di crisi nel quale coinvolgere il Prefetto perché l’impatto economico sarà devastante su tutta questa zona; il prefetto non si deve fare carico ma essere garante, per risolvere il problema il più velocemente possibile; decidere cosa fare di questo ponte”.

La preoccupazione più grande riguarda il tempo: troppo poco quello che rimane fino a settembre, con la ripresa delle attività e delle scuole; troppo il tempo perso in questi anni in attesa di riqualificare il ponte. Ora bisogna fare presto perché le attività commerciali non possono rimanere chiuse a lungo. Già programmato un appuntamento con il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi.

“Il sindaco ce l’ha già concesso – prosegue Annibale Mozzi – la prossima settimana andiamo all’incontro. C’è rammarico per le associazioni di categoria; nessuno ci ha contattato; le varie associazioni commerciali pubblicano il loro parere sui giornali però non si sono ancora mai confrontati con noi. Poi vorremmo coinvolgere anche l’ area omogenea cremasca, chiedere a Rossoni, che è il Presidente dell’area omogenea, di attivare tutta una serie di strumenti per reperire dei fondi per sostenere queste attività; la Regione lo prevede. Attivarsi per accedere a questi fondi e permettere alle aziende di sopravvivere, non vivere, ma almeno sopravvivere”.
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