Cronaca

Roberta Bruzzone a Ripalta Cremasca: focus su relazioni tossiche e femminicidi

Oltre 500 persone a Villa San Michele per l'incontro con la criminologa, ospite della rassegna dedicata alla violenza di genere

Il servizio di Sabrina Grilli

Grande partecipazione a Villa San Michele di Ripalta Cremasca per l’incontro con Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, ospite dell’evento conclusivo della rassegna “L’amore oscuro”, dedicata ai temi della violenza di genere e delle dinamiche che trasformano i rapporti affettivi in relazioni distruttive.

Circa 500 persone, numero massimo consentito dalla struttura, hanno preso parte alla serata, che ha registrato il tutto esaurito. A fare gli onori di casa è stato il sindaco Aries Bonazza, mentre a dialogare con l’ospite è stato il giornalista Walter Bruno.

Partendo da alcuni dei più noti casi di cronaca nera italiana, da Garlasco ad Avetrana fino a Erba, Bruzzone ha approfondito il tema delle relazioni tossiche, soffermandosi sulle caratteristiche delle personalità narcisistiche e manipolatrici e sui meccanismi che spesso portano le vittime a rimanere intrappolate in rapporti dannosi.

Il pubblico a Ripalta Cremasca

La criminologa ha illustrato quelli che definisce i principali segnali d’allarme. “Bisogna prestare molta attenzione alla fase di aggancio – ha spiegato -. All’inizio tutto appare perfetto: attenzioni continue, messaggi, regali, promesse e progetti. È una fase estremamente intensa che può risultare travolgente”.

Successivamente, ha aggiunto, subentra una fase più sottile e pericolosa, caratterizzata da richieste apparentemente motivate dall’affetto e dalla premura, ma che in realtà mirano a isolare progressivamente la vittima dalle proprie relazioni familiari e sociali, favorendo così il controllo esercitato dal manipolatore. Nel corso dell’incontro si è parlato anche di femminicidio. Sollecitata sul tema, Bruzzone ha commentato le recenti dichiarazioni del generale Roberto Vannacci, che aveva sostenuto l’inesistenza del reato di femminicidio.

“Nessuno ha mai pensato di introdurre il reato di femminicidio perché la vita di una donna valga più di quella di un uomo – ha affermato -. Il concetto di femminicidio serve invece a identificare e descrivere un percorso di violenza che spesso presenta fasi preliminari ben riconoscibili e che può culminare nell’atto più estremo”.

Roberta Bruzzone

La serata ha rappresentato l’ultimo appuntamento di una rassegna che ha affrontato il tema della violenza nelle relazioni affettive da diverse prospettive, richiamando l’attenzione del pubblico sull’importanza della prevenzione, della consapevolezza e del riconoscimento precoce dei segnali di abuso.

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