Gli archivi della moda in Italia: c’è anche il Museo della Seta di Soncino
Ribalta nazionale per il Museo curato da Enzo Corbani, in una pubblicazione promossa dall’Università La Sapienza
Nella pubblicazione “Trame. Il tessuto italiano dei Musei e degli Archivi della Moda” edita da Silvana Editoriale, nella quale sono raccolte le schede di tutti i musei della moda e della seta italiani, trova spazio anche il Museo della Seta di Soncino, a testimonianza della grande vivacità culturale del Borgo. Il volume anticipato agli addetti ai lavori lo scorso marzo all’Università La Sapienza di Roma, nell’ambito del convegno conclusivo del progetto “Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze” sviluppato nell’ambito di un Pnrr, rappresenta un vero e proprio viaggio nella moda custodita nei musei, negli archivi e nelle istituzioni italiane.
Un’iniziativa che ha avuto il merito di mappare il patrimonio italiano della moda, grazie ad un lavoro triennale coordinato da un team di ricerca del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo (SARAS) dell’Ateneo capitolino, che ha censito oltre 1200 tra musei, archivi, fondazioni e collezioni private, su tutto il territorio nazionale dedicate alla moda, al tessuto e al costume, ora visibili tramite un database accessibile a tutti e dove trova posto anche Soncino.
“Siamo veramente orgogliosi – commenta la consigliera comunale delegata per la cultura Roberta Tosetti – per l’inserimento del Museo della Seta in questa prestigiosa pubblicazione di rilievo internazionale. Si tratta di un importante riconoscimento che valorizza il lavoro svolto nella tutela, nella promozione e nella diffusione della storia e della cultura della seta, confermando il ruolo del nostro Museo come punto di riferimento per il patrimonio tessile e manifatturiero del territorio”.
Un traguardo che per la consigliera Tosetti “rappresenta uno stimolo a proseguire con impegno nelle attività di ricerca, conservazione e divulgazione, rendendo sempre più accessibile al pubblico un patrimonio di grande valore storico e culturale”. Nato dal 2011 e poi ampliato nel 2017, il Museo della Seta che è allocato presso la Filanda, adiacente la sede della Pro Loco, è curato da Enzo Corbani, collezionista e appassionato di storia soncinese e industria serica. Il museo soncinese è un prezioso luogo dove sono custoditi oltre alla collezione dello stesso Corbani, i tanti materiali reperiti nei mercatini dell’antiquariato e poi sul web. Negli anni la curiosità e l’impegno di Corbani è andata concentrandosinella ricerca di tutto ciò che riguarda la bacologia: “Mi fa piacere questa pubblicazione, perché si tratta di un testo che esce dai confini di Soncino”, commenta Corbani, dalle cui parole emerge la grande passione per l’argomento, che pone Soncino tra i pochissimi luoghi in Italia ad avere un museo di questa natura. Ma a Soncino, ricorda la consigliera Roberta Tosetti, già nell’ottocento c’erano tante filande, e in tanti allevavano il baco da seta, ed in questi anni, grazie all’impegno dell’instancabile Enzo Corbani, questa memoria si porta a conoscenza dei giovani.
Il Museo della Seta di Soncino si può visitare gratuitamente, la seconda e la terza domenica del mese (tranne ad agosto, quando la visita è possibile solo su prenotazione) e nel percorso di vista, ci sarà la possibilità di incontrare lo stesso Corbani, che non disdegnerà le sue appassionate descrizioni dei materiali presenti, dei documenti, del processo di produzione, anche attraverso video recuperati dall’Istituto Luce: “Abbiamo materiali che sono unici, richiesti anche da altri musei con i quali sono in contatto – conclude Corbani – da Como, ad Adro, da Bergamo, a Leffe, dove in realtà lo sguardo è più ampio, sul mondo del tessile, per restare in Lombardia, ma ho contatti anche con altri musei d’Italia, dal Trentino alla Calabria, dove in un piccolo paese in provincia di Catanzaro, una cooperativa di giovani ha ripreso la cura dell’allevamento del baco”.
Info e prenotazioni, scrivendo a: museosetasoncino@gmail.com