“Non è giusto”: il dolore di Pianengo ai funerali dell’istruttore di volo Daniel Taino
Centinaia di persone hanno partecipato alle esequie del 26enne istruttore di volo morto nell’incidente aereo di Valbrembo. Ricordi, lacrime e gratitudine
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Una chiesa gremita, il silenzio rotto solo dalle lacrime e dalla preghiera, una comunità intera stretta attorno alla famiglia. Pianengo ha salutato così Daniel Taino, il 26enne istruttore di volo che ha perso la vita lo scorso 1° giugno nell’incidente aereo avvenuto a Valbrembo, in provincia di Bergamo, mentre era ai comandi di un Cessna durante un volo di addestramento.
Tantissime le persone che hanno voluto partecipare ai funerali celebrati nella chiesa parrocchiale del paese. Amici, conoscenti, colleghi, allievi e semplici cittadini hanno riempito ogni spazio disponibile per accompagnare Daniel nel suo ultimo viaggio e testimoniare la vicinanza alla famiglia in uno dei momenti più dolorosi.
Nel corso dell’omelia il sacerdote ha cercato di dare voce allo smarrimento e al dolore che attraversano la comunità.
“Conducilo alla pace del cielo. Non è giusto, non conta quanto alzi la voce nel dirlo, semplicemente non è giusto. Questo è il grido che sale e non possiamo scavalcarlo. Poi c’è la poesia: pensiamo alla passione di Daniel per il volo. Poesia sono anche i ricordi belli, la vicinanza, gli amici, gli abbracci, i baci, le carezze, i fiori, noi che ci riuniamo in preghiera e siamo in compagnia di Daniel. Poesia sono anche le opere di bene, come inclinare l’aereo per salvare la vita di un allievo. Poesia è immaginare come potrebbe essere una vita di fronte alla quale Daniel dal cielo possa sorridere. Dio non è estraneo al nostro dolore, ma lo attraversa. Dio non grida, ma interviene. Daniel lo presentiamo al Dio della vita, ecco perché vicino alla bara mettiamo un cero pasquale. Ecco perché, con il cuore che si stringe possiamo cantare alleluia”.
Numerosi anche i ricordi affidati a chi ha conosciuto Daniel da vicino. In molti hanno sottolineato la sua disponibilità, la sua generosità e la dedizione con cui viveva la professione di istruttore di volo.
“Daniel era un ragazzo d’oro che aiutava gli altri. Anche nella caduta è stato un eroe, Daniel ha fatto atterrare l’aereo in un punto in cui non ha fatto male a nessuno. Oggi è doloroso vederlo qui in mezzo alla chiesa. Daniel ha raggiunto il cielo e ci proteggerà, così come proteggeva i suoi allievi. Abbiamo perso una grande persona”.
Un altro ricordo ha evidenziato il carattere e la determinazione del giovane pilota.
“Oggi salutiamo Daniel con il ricordo di un ragazzo che ha lasciato il segno, un giovane educato e serio. Non era mai fuori luogo, aveva una qualità rara: sapeva guardare lontano e puntava sempre al meglio. Il sogno che custodiva era quello di volare, con sacrificio e studio l’aveva raggiunto e l’aveva messo al servizio degli altri. Oggi il dolore per la sua perdita è grande, ma è grande anche la gratitudine per quello che ci ha lasciato. Continueremo a ricordarti Daniel”.
Particolarmente toccante l’intervento del direttore dell’addestramento, che ha ripercorso il cammino professionale e umano del giovane istruttore.
“Sai quanto eri importante e quello che hai fatto per noi è stato tanto. Ti ho conosciuto come giovane adolescente con questa passione sfrenata per il volo, tu eri uno straniero per la terra, eri cittadino del cielo, come tanti piloti, quelli veri, che sono fatti di attitudine, professionalità e conoscenza, di spirito di collaborazione. Daniel eccelleva in tutto questo, voleva fare meglio, ogni giorno. Dopo il volo spendeva tantissimo tempo a spiegare questo agli studenti. Ogni volta che avevi bisogno venivi a chiedere consigli, la tua umiltà era un qualcosa di splendido.
Daniel sono convinto che Dio ti ha chiamato per la sua squadriglia, perché ha visto in te tutte queste caratteristiche. Continua nella prima missione in assoluto, quella di stare vicino alla tua splendida famiglia che ho avuto l’onore di conoscere bene in questi giorni e che mi ha fatto capire perché eri così bravo. La seconda missione la chiedo per i ragazzi, per tutti quelli che stanno soffrendo per te. Aiutali come un grande istruttore a trovare quel cielo e a volare sempre meglio. La terza missione che ti chiedo è quella di stare vicino al nostro allievo che in questo momento sta ancora lottando, aiutalo ad avere la tua forza e a riprendersi. Vola in alto Daniel e proteggici, grazie per quello che hai fatto”.
Tra lacrime, abbracci e ricordi, Pianengo ha salutato un giovane che aveva trasformato la sua passione per il volo in una professione e in una missione al servizio degli altri. Un ragazzo che, come hanno ricordato in molti durante la cerimonia, lascia un vuoto profondo ma anche un esempio che continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto.