Comunità di Pianura, Piloni e Vitari: “Il modello nato nel Cremasco diventa legge”
La nuova legge mira a creare sinergie tra piccoli Comuni lombardi per migliorare i servizi e ridurre costi, passando ora all'esame del Consiglio regionale
La Giunta regionale della Lombardia ha approvato la bozza del progetto di legge per l’istituzione delle Comunità di Pianura, una nuova forma di collaborazione tra Comuni per la gestione associata dei servizi, ispirata al modello delle Comunità montane. Un’iniziativa che prende le mosse dall’esperienza dell’Area omogenea del Cremasco e che ora approderà all’esame del Consiglio regionale.
Soddisfatto il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni, che sottolinea come si tratti di “un passo importante, da noi auspicato e sostenuto, che prende le mosse dall’esperienza politica nata nel Cremasco, con l’Area omogenea, che sta facendo scuola”.
Piloni ricorda anche il percorso che ha portato alla proposta legislativa: “Giusto un anno fa, alla Festa dell’Unità di Ombrianello, insieme ai sindaci dell’Area omogenea e al collega della Lega Giovanni Malanchini, prendemmo l’impegno di portare avanti questa proposta. Da lì sono seguiti il lavoro in commissione, l’approvazione bipartisan di una risoluzione e ora il progetto di legge su cui lavoreremo fino all’approvazione definitiva”.
Sul provvedimento interviene anche il consigliere regionale della Lega Riccardo Vitari, che ringrazia il presidente Attilio Fontana e l’assessore agli Enti locali Massimo Sertori per il via libera della Giunta. “Si tratta di una storica battaglia della Lega, che trae spunto da un modello nato dall’esperienza dell’Area omogenea cremasca e che ha come scopo di agevolare l’esercizio associato dei servizi comunali, là dove gli enti locali non riescono da soli a garantire economicamente alcune funzioni”, afferma.
Secondo Vitari, le Comunità di Pianura consentiranno ai piccoli Comuni di “fare rete migliorando i servizi sociali e scolastici, riducendo i costi per i cittadini e dando maggiore voce ai territori in Regione”. Il progetto di legge prevede inoltre convenzioni decennali tra gli enti aderenti e specifici contributi regionali per favorire la condivisione di personale, competenze e servizi, dalla pianificazione urbanistica alla protezione civile, fino ai servizi digitali, ai tributi, allo Sportello unico per le attività produttive e alla Polizia locale.
Il testo passerà ora all’esame del Consiglio regionale, dove inizierà l’iter che dovrà portare all’approvazione definitiva della nuova normativa.