Ponte di via Cadorna, Chiodo attacca il Comune: “Anni di ritardi e poca trasparenza”
La consigliera di minoranza critica la gestione dell'infrastruttura, chiede tempi certi, chiarezza sui costi e maggior coinvolgimento dei cittadini
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La chiusura cautelativa del ponte di via Cadorna a Crema continua ad alimentare il dibattito politico cittadino. A intervenire è Ilaria Chiodo, consigliera comunale di minoranza, che esprime una dura critica nei confronti dell’amministrazione comunale, accusata di aver gestito la vicenda senza adeguata pianificazione e con scarsa trasparenza.
Secondo Chiodo, la decisione di chiudere il ponte, maturata dopo le comunicazioni dei professionisti incaricati delle verifiche sulla transitabilità che hanno evidenziato un ammaloramento della struttura, rappresenta il punto di arrivo di una situazione che avrebbe dovuto essere affrontata molto prima.
“È inaccettabile che si sia giunti a questo punto solo ora, creando incertezze e disagi per i cittadini”, afferma la consigliera. A suo giudizio, una criticità di tale portata “non si crea dall’oggi al domani, ma è il frutto di anni di mancati interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria”.
Chiodo mette inoltre in discussione l’efficacia del monitoraggio effettuato negli anni precedenti. “O il processo di monitoraggio era inadeguato oppure si sono ignorati per troppo tempo segnali di pericolo già presenti”, sostiene, arrivando a ipotizzare che si sia voluto evitare una chiusura dell’infrastruttura prima delle prossime elezioni amministrative.
Nel mirino della consigliera finiscono anche i ritardi accumulati sul progetto di riqualificazione. “L’amministrazione ha avuto a disposizione diversi anni per gestire questo importante collegamento viario”, sottolinea, ricordando come, considerando anche i dieci anni in cui l’attuale sindaco Fabio Bergamaschi ha ricoperto il ruolo di assessore alla Viabilità e ai Lavori pubblici, si arrivi a “ben 14 anni di responsabilità amministrativa”.
Tra le richieste avanzate dalla minoranza vi è la pubblicazione di un cronoprogramma dettagliato che indichi con precisione fasi di intervento, tempistiche e risorse necessarie. Particolare attenzione viene inoltre rivolta all’aspetto economico dell’opera. “Attualmente il costo previsto è salito a 5 milioni di euro e non è chiaro quali misure verranno adottate per contenere eventuali ulteriori aumenti”, evidenzia Chiodo.
La consigliera lamenta infine la mancanza di un adeguato coinvolgimento della cittadinanza e del Consiglio comunale. Secondo la sua analisi, non sarebbero state promosse iniziative sufficienti per informare i cittadini sull’avanzamento del progetto, né sarebbero arrivate risposte esaustive alle questioni sollevate dai gruppi di opposizione.
“È fondamentale che ci sia un dialogo aperto e costruttivo con la cittadinanza”, conclude Chiodo, chiedendo anche un’analisi aggiornata e dettagliata dell’impatto della chiusura del ponte sulla viabilità locale. Per la consigliera, la gestione dell’infrastruttura deve diventare una priorità assoluta, attraverso un percorso di riqualificazione “efficace, trasparente e in linea con le esigenze della comunità”.