Politica

Matteo Piloni e la partecipazione all’Eid-ul-Adha: insulti e odio sotto il suo post

Il consigliere regionale del PD Matteo Piloni denuncia un’ondata di insulti ricevuti dopo la sua partecipazione alla Festa del Sacrificio, evidenziando il clima di odio

Festa del Sacrificio a Crema
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Un post pubblicato sui social per raccontare la partecipazione alla Festa del Sacrificio si è trasformato in un’ondata di insulti e messaggi d’odio. A denunciarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni, finito al centro di migliaia di commenti offensivi dopo aver condiviso la sua presenza all’Eid-ul-Adha, celebrato dalla comunità islamica cremasca.

“Ieri mattina ho postato la mia partecipazione all’Eid-ul-Adha, la festa del sacrificio, su invito della comunità islamica cremasca”, racconta Piloni. Insieme a lui erano presenti anche Padre Viorel Flestea, delegato del Vescovo di Crema e responsabile della commissione per il dialogo interreligioso, ed Enrico Fantoni, responsabile dell’ufficio Migrantes.

Il consigliere sottolinea come da anni la comunità islamica inviti rappresentanti istituzionali e religiosi ai propri momenti di festa e di confronto: “Già in passato avevo partecipato all’Iftar e ad altre occasioni. Così come la stessa Diocesi organizza momenti di dialogo e incontro a cui la comunità islamica partecipa”.

Il post, spiega Piloni, “oltre a superare il milione di visualizzazioni, è stato oggetto di migliaia di insulti“. Offese arrivate pubblicamente sui social, ma anche in privato tramite WhatsApp. “La maggior parte contro la mia partecipazione e la mia persona. Offese e insulti carichi di odio e di razzismo. Alcuni di una violenza incredibile”.

Secondo il consigliere regionale, una parte dei commenti sarebbe riconducibile ai cosiddetti “troll”, utenti che “sui social fanno proprio questo: alimentare l’odio”, ma molti altri arriverebbero da persone reali che “hanno riversato il loro odio. Un odio gratuito, cattivo, ignorante”.

Nel suo intervento, Piloni richiama poi un episodio personale legato al figlio, indicandolo come esempio di uno sguardo diverso sulle differenze culturali e religiose. “Quando mio figlio ha iniziato la prima elementare, aveva chiesto a mia moglie il perché la mamma di un suo compagno di classe portasse il velo. Dopo la spiegazione la sua risposta è stata incredibile: “Beh, non c’è niente di male. Anche la Madonna ha il velo””.

Parole che diventano una riflessione più ampia sul clima sociale e sul ruolo delle istituzioni. “A queste persone, al loro odio, lo penso e spero risponderanno i nostri figli. Che vivono una quotidianità in cui, tra loro, le differenze vengono meno”.
Piloni rivendica quindi la scelta del dialogo interreligioso e della convivenza: “A noi, adulti di oggi, la scelta di costruire ponti o alimentare l’odio. Di guardare solo alle differenze o di investire sulle cose che uniscono”. E conclude: “Chi rappresenta un’Istituzione, come me, ha davanti queste due scelte. Io ho scelto, da tempo, quella della Pace. E non solo a parole”.

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