Gratitudine e commozione per l’addio a Don Ennio Raimondi: letto il testamento spirituale
Si sono tenuti nella parrocchia di San Carlo i funerali di Don Ennio Raimondi. Chiesa gremita di fedeli e sacerdoti commossi e grati per l’immenso dono della sua vita
C’era tutta la comunità di San Carlo a dare l’estremo saluto a Don Ennio Raimondi, morto lunedì scorso nella casa di Riposo di via Zurla, dove ha scelto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita: uno come tanti, coerente al suo farsi piccolo, al servizio di tutti.
Tanti volti di laici della prima ora e ragazzi, ormai diventati adulti, che hanno edificato insieme a lui, da quando fu nominato parroco, la chiesa materiale e spirituale di San Carlo .
Chiesa gremita anche di sacerdoti, almeno una trentina e, ad officiare la veglia funebre, il vescovo di Crema monsignor Daniele Gianotti, accompagnato da un altro vescovo, monsignor Franco Manenti, vescovo di Senigallia, originario come don Ennio, di Sergnano e amico di lunga data.
Tutti, amici di ieri e di oggi, presbiteri e diaconi accomunati da un sentimento di gratitudine non solo per averlo conosciuto, per avere fatto un pezzo di strada insieme a lui, ma per quello che don Ennio è stato nella vita e ha significato per tutti.
Gratitudine: parola che è stata la cifra con cui don Ennio ha voluto lasciare e condividere il suo testamento spirituale, letto dal vescovo Daniele ad apertura del rito funebre.
Ha ringraziato per la vita, per la fede, per il sacerdozio ma soprattutto per gli incontri fatti nella sua vita: l’incontro con i poveri del Cuore di Crema, che ha servito nei primi 12 anni del ministero; l‘incontro con i lavoratori delle aziende, delle Acli e della Pastorale del Lavoro; l’ incontro con la Fraternità sacerdotale Jesus Caritas, seguaci di Charles De Foucauld. Tutte queste realtà lo hanno convertito e portato la sua vita all’Eucarestia, al Vangelo e alla predilezione per gli ultimi. L‘incontro poi con i tanti laici che, impegnati responsabilmente nella chiesa e nel mondo, lo hanno aiutato a vivere il sacerdozio dedicandosi soprattutto alla preghiera e al servizio della Parola.
Tra le richieste, espresse nel testamento spirituale, la preghiera al Signore perché perdoni le sue colpe, che appaiono ancora più numerose e gravi a confronto dell’abbondanza dei suoi doni e della grandezza del suo amore.
Peccati che non lo sconcertano perchè sono occasione di grande speranza, fondata sulla certezza che la misericordia di Dio Padre superi di gran lunga tutte le mancanze.
Al Signore, don Ennio, per le mani di Maria Santissima, ha voluto offrire la sua vita sulla terra, il tempo rimanente e la sofferenza che l’hanno accompagnata, per la Chiesa e l’avvento del suo regno; in particolare per tutte le persone che gli sono state affidate; perché le comunità parrocchiali di San Michele, San Carlo, Castelnuovo, Bagnolo Cremasco e SS Trinità possano essere sempre più radicate nel Vangelo e animate dallo Spirito di Gesù.
Tra i desideri espressi: la lettura del vangelo dei discepoli di Emmaus ai quali il Risorto si fece presente e si fece riconoscere nella spiegazione delle Scritture e della celebrazione dell’Eucarestia.
Infine ha espresso il desiderio che la celebrazione del suo funerale si concludesse con il canto “Il Magnificat”. Niente fiori ma offerte ai poveri.
E così è stato! Non è stato difficile esaudire i suoi desideri, in particolare ricambiare quell’immensa gratitudine che lui ha prima accolto nella sua vita, poi riversato su tutti quelli che ha incontrato.
Grazie don Ennio, per quel dono immenso che è stato la tua vita!
Grazie!