Cuore e tecnologia, a Crema l’ablazione diventa più sicura con elettroporazione e 3D
Tecnica mini-invasiva con impulsi ad alta intensità e mappatura 3D riduce rischi, tempi operatori e esposizione ai raggi, migliorando gli esiti clinici
Curare la fibrillazione atriale senza ricorrere a caldo o freddo estremo: oggi è possibile grazie all’elettroporazione, una delle tecnologie più innovative dell’elettrofisiologia. È questa la novità introdotta dalla Cardiologia dell’ASST di Crema, diretta dal dottor Cacucci, che punta su procedure sempre più sicure e meno invasive per i pazienti.
La tecnica utilizza impulsi elettrici brevissimi e ad alta intensità per colpire in modo selettivo le cellule responsabili dell’aritmia, preservando i tessuti circostanti. “A differenza delle metodiche tradizionali – spiega il dottor Enrico Chieffo, responsabile dell’Elettrofisiologia – questo approccio consente di ridurre i tempi della procedura e migliorare il profilo di sicurezza”.
Un ulteriore passo avanti è rappresentato dall’integrazione con sistemi di mappaggio tridimensionale avanzato, come il CARTO 3 e la tecnologia Biosense Varipulse. Questi strumenti permettono di ricostruire con precisione le camere cardiache, guidare il posizionamento dei cateteri e verificare in tempo reale l’efficacia dell’intervento.
Il vantaggio è duplice: maggiore accuratezza per i medici e minore esposizione ai raggi X per pazienti e operatori. I dati clinici disponibili indicano inoltre un’elevata efficacia della metodica, associata a un basso tasso di complicanze, risultati confermati anche dall’esperienza maturata a Crema. L’elettrofisiologia dell’ospedale vanta una lunga esperienza nel settore: dal 2015 al 2025 sono stati trattati circa 1500 pazienti, con procedure che spaziano dai casi più semplici a quelli più complessi. Con l’introduzione di queste tecnologie, l’ASST Crema rafforza il proprio impegno nell’offrire cure sempre più avanzate, puntando su innovazione, sicurezza e qualità dell’assistenza.