Comune di Crema e la partecipazione a Banca Etica. Torrisi:"Potrebbe finanziare armi"
ll consigliere Torrisi mette in discussione la partecipazione del Comune di Crema alla Banca Etica: rischio di finanziare armi e conflitto tra principi etici e azioni
“Una partecipazione minima, simbolica, che tuttavia può creare ambiguità e una frattura tra principi etici e realtà”.
Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Torrisi, a nome del gruppo, porta alla luce una questione morale che quantomeno va approfondita; ovvero la partecipazione del Comune di Crema con lo 0,0029% frazione di patrimonio netto di 5.694,67 euro a favore della Banca Popolare Etica.
Una banca che, nella propria mission, esclude la possibilità di sostenere finanziariamente tutte quelle attività economiche che, anche in modo indiretto, ostacolano lo sviluppo dalla persona umana.
“Questa banca – dichiara il consigliere Torrisi – Banca Etica SCPA, è la capogruppo di altrettante banche; tra queste vi è anche Banca Etica SGR, che praticamente tratta tutti i fondi di investimento della Banca Etica ma, a sua volta, è socia di altre banche che sono elencate in una relazione annuale che la Presidenza del Consiglio trasmette al Parlamento; all’interno sono indicate tutte le banche cosiddette ‘armate‘, cioè quelle che finanziano la commercializzazione di armi, anche tattiche nucleari”.
Il legame indiretto di Banca Etica con alcuni fondi di investimento che finanzierebbero armi, secondo Torrisi, è un tema su cui bisognerebbe riflettere. Il rischio altrimenti, per il Comune di Crema, è quello di perdere credibilità; attraverso scelte indirette, spesso poco trasparenti, si finisce per alimentare circuiti economici che vanno in direzione opposta a quello che si vorrebbe.
“Tra l’altro – conclude il consigliere di FdI- è una partecipazione che abbiamo già dal 1998, quando c’era la giunta Ceravolo; era stata sospesa per un brevissimo tempo dalla giunta Bonaldi, poi ripristinata perché era stata comunque normata con un nuovo decreto”.