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Forza Italia, Lega e FdI
sempre più decisi a disertare
il voto in Provincia

Gli amministratori del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) sempre più decisi a non partecipare al voto del 23 novembre per l’elezione del presidente della Provincia, seconda tornata elettorale dopo quella del 25 agosto che ha eletto Mirko Signoroni. La decisione, ormai prevedibile dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del commissario provinciale della Lega Fabio Grassani e dei sindaci e consiglieri  leghisti riuniti in sala Zanoni il 28 ottobre,  è stata assunta in un incontro degli amministratori di Forza Italia che si è svolto ieri sera ad Acquanegra. Dal canto suo Rosolino Bertoni, il candidato che aveva sfidato Signoroni, non potrà più presentarsi, né avrebbe avuto l’intenzione, in quanto il suo mandato a sindaco di Palazzo Pignano scadrà prima dei 18 mesi previsti dalla legge.

Nel frattempo, i coordinamenti di Cremona e di Crema di Fratelli d’Italia hanno diffuso tra i propri amministratori dei comuni della Provincia il testo di una mozione da presentare nei rispettivi consigli comunali, in cui viene chiesto di promuovere “presso il Governo e i parlamentari del territorio” un’azione legislativa per ripristinare l’elezione diretta del consiglio provinciale da parte dei cittadini, come avveniva prima della legge Delrio che ha trasformato le Province in enti di secondo livello, quindi con elezioni a suffragio ristretto e con voto ponderato.

Di conseguenza, il centrodestra non presenterà alcun candidato. La tesi è che si dovesse aspettare l’udienza del 12 dicembre presso il tribunale ordinario, per capire se l’elezione di Signoroni sia stata legittima e quindi legittime le sue dimissioni di inizio ottobre. I tre partiti tuttavia non rappresentano la totalità degli amministratori (sindaci e consiglieri comunali) del centrodestra: una parte di essi avevano infatti proposto e sostenuto la candidatura di Signoroni in alleanza con il Pd. g.b.

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