Commenta

Bus dirottato, il procuratore:
'Sequestro commesso a Crema'
Sy condannato per molestie

“Sto seguendo da vicino la vicenda”, ha detto il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Pellicano in merito alla giornata di terrore vissuta ieri mattina dai 51 studenti della suola media Vailati di Crema, sequestrati dall’autista senegalese Ousseynou Sy. Il capo della procura di Cremona, che è in stretto contatto con il pm antiterrorismo Alberto Nobili, ha ricordato infatti che una parte del reato, quella di sequestro di persona, è stata commessa in territorio cremasco. L’autista attualmente è accusato di strage e sequestro di persona, con contestata l’aggravante di terrorismo, non inteso come quello islamico, ma per aver creato terrore nella collettività. Per il momento procede la procura di Milano, ma stabilire con esattezza la dinamica dei fatti e qualificare i reati spetterà al giudice che si occuperà della convalida dell’arresto. Se dovesse infatti cadere il reato di strage e dovesse essere accertato che l’autista ha dato fuoco al mezzo dopo che gli studenti erano già scesi, la competenza cadrebbe sulla procura di Cremona per il delitto di sequestro di persona, reato, questo, come definito dallo stesso procuratore, “pacificamente configurabile”. Ancora tutta la valutare, quindi, di chi sarà la competenza del caso. Il medesimo pensiero del procuratore Pellicano è stato condiviso oggi a Brescia in conferenza stampa dal procuratore generale presso la Corte d’appello Pier Luigi Maria Dell’Osso.

Per quanto riguarda invece i precedenti penali di Ousseynou Sy, c’è a suo carico un decreto penale di condanna del 31 ottobre 2008 per guida in stato di ebbrezza e una condanna definitiva ad un anno per molestie ad una diciassettenne. Il 25 novembre del 2007, Sy era stato fermato a Ghedi e trovato alla guida in stato di ebbrezza: aveva un tasso alcolico di poco superiore a 0,5 g/L, quindi la fascia limite meno grave: il senegalese era stato condannato ad un’ammenda di 680 euro e si era visto sospendere la patente per sei mesi. Per il reato di molestie, invece, in primo grado a Crema nel 2014 l’uomo era stato condannato ad un mese, pena sospesa. La procura era ricorsa in appello e nel 2016 la condanna era stata più pesante: un anno di reclusione. Sentenza, quest’ultima, definitivamente confermata dalla Cassazione.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti