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Il piano diabolico dell'autista:
lega gli studenti per gettarsi
con il bus in fiamme su Linate

Voleva commettere un vero e proprio attentato terroristico per vendicare i morti in mare. Per fortuna non ci è riuscito. E’ finito in manette, Ousseynou Sy, il 47enne senegalese con cittadinanza italiana che questa mattina ha dato fuoco al bus su cui viaggiava la scolaresca della media Vailati di Crema. Ai 51 studenti terrorizzati, l’uomo ha detto: “Oggi da qui non esce vivo nessuno”. Voleva fare una strage, lanciando l’autobus in fiamme sull’aeroporto di Linate. E’ accusato di sequestro di persona e strage e gli è stata contestata anche l’aggravante di terrorismo. Sulla vicenda procede la procura della Repubblica di Milano.

Il pullman era partito dalla palestra di Crema. Avrebbe dovuto riportare il carico di studenti a scuola, e invece l’autista ha imboccato la Paullese arrivando fino a San Donato Milanese, all’altezza dello svincolo con Peschiera Borromeo. Erano le 13,15. L’uomo ha costretto le insegnanti a legare i polsi dei ragazzini con delle fascette da elettricista e poi ha iniziato a cospargere il mezzo di liquido infiammabile per dargli fuoco. Per fortuna gli studenti sono riusciti a scendere in tempo, grazie all’intervento dei carabinieri che erano già stati chiamati da uno dei giovanissimi passeggeri, insospettitosi dallo strano comportamento dell’autista. Il ragazzino, che era legato, è riuscito comunque a recuperare il cellulare e a lanciare l’allarme.  I militari si sono messi sulle tracce del mezzo, speronandolo e facendolo fermare, per poi rompere due finestrini dell’autobus e far scendere i ragazzi.

Oltre ai militari, a San Donato si sono precipitati i soccorritori del 118 con l’elisoccorso e una decina di ambulanze, e anche diverse squadre dei vigili del fuoco. Sul posto anche il sindaco di Crema Stefania Bonaldi. A chiamare le forze dell’ordine è stata anche la dirigente dell’istituto, grazie ad una segnalazione degli stessi studenti che dicevano che l’autista, armato, li teneva in ostaggio. “Ci ha ammanettati e ci minacciava”, ha riferito una studentessa ai soccorritori. “Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini. Poi i carabinieri ci hanno salvati”.

I ragazzini, di età compresa tra i 12 e i 13 anni, stanno tutti bene, anche se qualcuno è stato trattenuto al pronto soccorso di San Donato per accertamenti. In particolare, 23 sono stati visitati sul posto e poi trasferiti in una palestra dell’istituto Margherita Hack di San Donato, in attesa dei genitori e con un supporto psicologico. 12, invece, quelli trasferiti in ospedale, oltre ai due accompagnatori adulti, di cui uno in codice giallo.

Nel pomeriggio nell’abitazione dell’attentatore, residente in via Cremona a Crema, è scattata la perquisizione. Passata al setaccio anche la sua auto. Alla perquisizione hanno partecipato anche il sostituto procuratore della Repubblica di Cremona Lisa Saccaro e il comandante provinciale dell’Arma Marco Piccoli.

Ousseynou Sy era in servizio come autista da 15 anni. In passato era stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e per violenza sessuale, reato, quest’ultimo, per cui l’uomo sarebbe stato condannato. E’ separato dalla moglie ed è padre di due ragazzini di 12 e 18 anni, la stessa età di quelli che avrebbe ucciso con il suo gesto, se non fossero tempestivamente intervenuti gli uomini dell’Arma.

Il Viminale è al lavoro per verificare la possibilità di togliere la cittadinanza italiana al senegalese. Intanto il pm antiterrorismo Alberto Nobili, insieme ai carabinieri, ha svelato in conferenza stampa che cosa ha dichiarato l’autista: “Ha sostanzialmente ammesso la sua condotta e la premeditazione, lo aveva ponderato da qualche giorno. Ha fatto tutto da solo, non ha consultato nessuno e non ha ricevuto nessuna direttiva. Voleva che tutto il mondo potesse parlare della sua vicenda e prendere atto che le morti in mare con bambini sbranati da squali dovevano finire”. “E’ stato un miracolo, poteva essere una strage, sono stati eccezionali i carabinieri sia a bloccarlo che a tirare fuori tutti i bambini”, ha sottolineato da parte sua il procuratore di Milano Francesco Greco.

Ambra Bellandi – Laura Bosio – Sara Pizzorni

 

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