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Stalkizzava la sua ex dal
deltaplano. Per 'Batman'
il pm chiede la condanna

Avrebbe stalkizzato la sua ex persino dall’alto, pilotando il suo deltaplano con stampata la bandiera di Batman. Per l’accusa, stalker e ‘pirata’ dell’aria: Fabrizio Bolletta, 49 anni, di Lanciano e residente a Spino d’Adda, lo spericolato pilota di deltaplano che sorvolava a bassissima quota senza autorizzazione le case di Crema, rischia una pena di due anni e otto mesi di reclusione, condanna chiesta oggi dal pm Lisa Saccaro al gup Elisa Mombelli. Nel luglio dell’anno scorso, ‘Batman’, così Bolletta era stato soprannominato, era finito in manette da parte dei carabinieri per aver perseguitato la ex compagna, una 29enne cremasca che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Massimo Mandelli.

Secondo la procura, l’imputato, a processo con rito abbreviato, non aveva digerito la fine della storia d’amore e dal giugno del 2016 aveva iniziato a molestare la donna, sia telefonicamente che attraverso i social network. A cadenza quotidiana le aveva inviato messaggi minacciosi, chiedendole insistentemente di pagare un debito in realtà inesistente, e fermandosi più volte davanti alla sua abitazione e al negozio dove lei lavorava, sputandole addosso e insultando lei e i suoi familiari. In un paio di occasioni sul suo deltaplano a motore aveva sorvolato a bassa quota, tanto da essere riconosciuto in volto, l’area circostante il negozio e mostrando alla vittima e ai suoi familiari il dito medio in segno di disprezzo. In altre occasioni, invece, l’aveva seguita in auto, effettuando manovre pericolose, mentre sui social aveva creato falsi profili sui quali aveva pubblicato fotografie di lei nuda o in atteggiamenti intimi, inviando numerosissimi messaggi denigratori e minacciosi.

Già nel 2016 Bolletta aveva ricevuto un provvedimento di ammonimento da parte della Questura, ma nulla era cambiato. Il 49enne, incurante del grave malessere patito dalla sua ex, era andato avanti a tormentarla, presentandosi quasi quotidianamente davanti al negozio dove lei lavorava. L’aveva minacciata e poi si era allontanato prima dell’arrivo dei carabinieri. Fino a quando i militari avevano deciso di appostarsi all’interno del negozio e attendere il suo arrivo. Puntualmente il persecutore si era presentato, si era avvicinato all’ex compagna e le aveva sputato addosso. A quel punto i carabinieri erano intervenuti e lo avevano fermato. Durante la perquisizione effettuata all’interno dell’abitazione dell’imputato, gli inquirenti avevano trovato un machete e il deltaplano, scoprendo anche che l’arrestato era il pilota che nelle settimane precedenti aveva sorvolato più volte a bassissima quota i tetti delle abitazioni del centro storico di Crema.

Oggi in aula la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Marco Simone e Micol Parati, ha ripercorso due anni di presunto stalking, in cui però, a parere dei legali, non sono emersi elementi sufficienti a dimostrare una vessazione effettiva e continua. “Nè tantomeno un perdurante stato di prostrazione psichica della presunta vittima”. “Le indagini”, hanno anche sottolineato gli avvocati, “non hanno accertato neppure che sia stato lui a creare quei profili facebook”. Nelle indagini difensive, in favore di Fabrizio Bolletta hanno testimoniato in 14. Tutti lo hanno descritto come una brava persona: esuberante, eclettica, ma ben voluta e sempre disponibile.

Nei confronti dell’imputato, che ha il divieto di entrare nel paese dove lavora e risiede l’ex fidanzata e di avvicinarsi a lei, il gup emetterà sentenza il prossimo primo marzo dopo le repliche delle parti.

Sara Pizzorni

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