Sicurezza a Crema, Progetto Nazionale: “L’elefante nella stanza è l’immigrazione”
Con una scia di violenza che preoccupa, il movimento accusa le istituzioni di ignorare il legame tra sicurezza e immigrazione, chiedendo un ripensamento delle politiche
La scia di accoltellamenti che negli ultimi mesi ha interessato Crema, con due morti e diversi feriti, continua ad alimentare il dibattito politico sulla sicurezza. Sul tema interviene anche Progetto Nazionale Crema, che punta il dito contro quella che definisce una lettura “parziale” del fenomeno da parte delle istituzioni.
“Gli autori di questi fatti di cronaca, come di tanti altri analoghi che accadono pressoché quotidianamente, sono cittadini extracomunitari o immigrati di seconda generazione”, sostiene il movimento, citando a propria sostegno dati Istat del 2024 che, secondo Progetto Nazionale, evidenzierebbero una maggiore incidenza di questo tipo di reati tra gli stranieri.
Nel comunicato viene quindi criticato il modo con cui il tema della sicurezza viene affrontato nel dibattito pubblico. “Per quanto le anime belle della convivenza si sforzino con acrobazie dialettiche di fingere di non vedere l’elefante nella stanza, la causa reale di questa deriva resta un dato incontrovertibile”, afferma Progetto Nazionale, secondo cui Crema sarebbe lo specchio di una situazione presente anche in altre città europee.
Il movimento riconosce allo stesso tempo i limiti delle competenze comunali in materia di sicurezza. “Sappiamo che i sindaci hanno limitate responsabilità dirette sulla gestione della sicurezza”, si legge nel documento, indicando tra gli organismi competenti il Ministero dell’Interno, le procure, i commissariati e le questure.
Secondo Progetto Nazionale, tuttavia, resterebbero precise responsabilità politiche in capo ai partiti favorevoli a politiche di maggiore apertura nei confronti dell’immigrazione. Nel mirino finiscono anche le politiche di integrazione, che il movimento definisce “mere chimere” sul piano della loro efficacia su larga scala.
“Questi sono solo alcuni degli effetti generati dagli apprendisti stregoni che stanno mutando profondamente la nostra società”, prosegue il comunicato, secondo cui la questione non riguarderebbe soltanto la sicurezza, ma anche la trasformazione sociale e culturale dei territori.
Progetto Nazionale invita infine a spostare il confronto anche sul piano culturale e identitario: “Oggi resta fondamentale focalizzarsi non solo nell’ambito legalitario e securitario, ma difendere il nostro vissuto culturale, identitario e spirituale”.
“Se la politica ha ancora senso, deve porsi domande serie su questo tema”, conclude il movimento, secondo cui la recente escalation di episodi di violenza dovrebbe aprire una riflessione più ampia sulle politiche di sicurezza, integrazione e immigrazione.