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Trespidi: 'Il centrodestra vada
unito alle elezioni, su scelte
strategiche non ci si divide'

Nel pressoché totale disinteresse dei cittadini, la politica si sta avvicinando alle elezioni per il rinnovo del consiglio della provincia di Cremona. La riforma Delrio  ha azzerato l’elezione diretta da parte dei cittadini sostituendola con una elezione di secondo livello fatta ogni due anni e riservata ai Sindaci ed ai Consiglieri comunali della Provincia. Quest’anno le elezioni si svolgono in un giorno feriale: mercoledì 31 ottobre dalle 8 alle 20. Se nel 2014 si sono recati a votare 962 elettori su 1.322 pari al 72,7 %, nel 2016 gli elettori sono stati 780 su 1.316 pari al 59,7 %. Il disamore per il voto si è verificato soprattutto nei Comuni fino a 3.000 abitanti dove han votato in 471 dei 918 aventi diritto pari al 51%.

“Queste elezioni sono senz’altro un bel terreno di analisi e di confronto – commenta il segretario provinciale dell’Udc Giuseppe Trespidi – perché, restando al peso specifico elettorale, la somma dei voti ponderati delle fasce di elettori fino a 5.000 abitanti è stato di poco inferiore alla somma dei voti ponderati delle fasce di elettori dei Comuni più grandi.
Ma oltre al poco amore dimostrato dagli amministratori dei Comuni più piccoli –  in totale hanno espresso 28.000 voti contro i 44.000 dei più grandi – c’è un altro dato su cui fare una riflessione più politica, continua Trespidi. “Tutti i partiti che culturalmente e valorialmente fanno riferimento al Centro destra: UDC, Noi con l’Italia, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, vorranno ancora guardare alla luna ovvero fare una lista unica anche in previsione di appuntamenti ed obiettivi importanti sia di breve e sia di medio periodo con primo appuntamento, dopo le elezioni provinciali, partendo da quelle del Comune di Cremona alle quali si aggiungono altri 90 Comuni? Oppure guarderanno al dito con eventuali risultati probabilmente importanti ma fine a se stessi? Problematiche e discussioni interne a ciascuna forza politica – conclude Trespidi – non devono minare il progetto di una lista unica di centro destra che consenta di avere una affermazione importante a favore dei Cittadini e del territorio che gli amministratori chiamati al voto rappresentano. Ritengo che sulle scelte strategiche non ci si divide ma si condivide anche se qualcosa non va come vorremmo oppure non ci soddisfa personalmente. Dobbiamo lavorare e impegnarci pensando al nostro territorio in un quadro che mette insieme tutti uscendo, una volta per tutte, dal ghetto miope dei calcoli di bottega. Dobbiamo impegnarci in un paziente lavoro di cucitura del territorio con progetti strategici e prioritari per il futuro senza trascurare il presente e questo è un obiettivo sul quale le forze di centro destra devono puntare e lavorare seriamente non escludendo nessuno”.

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