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Presunta moschea in via
Rossignoli: la Lega porta la
vicenda all'attenzione del Ministero

Da sinistra l'onorevole Guidesi e il segretario cittadino della Lega Nord Andrea Agazzi

Il capannone in via Rossignoli

La questione della presunta moschea abusiva in via Rossignoli sarà presentata al Ministero dell’interno. Se ne sta occupando la Lega Nord cremasca, tramite l’onorevole Guido Guidesi che ha protocollato un’interrogazione “al fine di chiarire la vicenda”.

Lo ha annunciato questa mattina l’onorevole stesso in conferenza stampa, insieme al segretario cittadino del Carroccio Andrea Agazzi: “Questa faccenda non è più di interesse prettamente religioso, ma è diventata di ordine legale”.

Il polverone si è alzato a fine estate, quando l’acquirente del capannone in via Rossignoli – persona vicina alla comunità islamica – ha chiesto all’Amministrazione comunale un cambio di destinazione d’uso dell’immobile, ricevendo però in risposta un secco ‘no’ dal sindaco Stefania Bonaldi e dall’assessore all’Urbanistica Matteo Piloni.

Si sono susseguiti controlli e verifiche, “fatte però in giorni e orari inesatti – ha proseguito il segretario della Lega – perché le segnalazioni dei cittadini sono proseguite, così come il via vai di persone di evidente fede islamica che si riuniscono nello stabile”.

Da qui la decisione di portare il problema all’attenzione del Ministero dell’Interno, “dato che i politici locali non danno risposte ai cittadini. Sta diventando il segreto di Pulcinella e gli unici che continuano a restare indiferrenti sono proprio gli amministratori comunali”.

Con l’interrogazione la Lega intende capire chi ha comprato il capannone e se il titolare fa parte di un’associazione islamica. “Se invece così non fosse, allora perché ha chiesto il cambio di destinazione? Se l’acquirente è un privato cittadino perché proseguono gli incontri dei fedeli mussulmani?”, ha detto Guidesi. Anche il tema dei finanziamenti, secondo gli esponenti del carroccio, andrebbe sviscerato: “E’ importante capire dove sono stati trovati i soldi per l’acquisto, soprattutto se arrivano da Paesi esteri, perché è ben noto che esista una fondazione del Qatar che da anni finanzia l’apertura di luoghi di culto islamici in Italia”.

La veridicità di quanto affermato dai rappresentanti del Centro culturale islamico, che hanno assicurato che nessuno si ritrova all’interno del capannone per pregare, è stata messa in discussione dal capo dell’associazione Assalam. Sono stati quindi effettuati dei controlli e il primo cittadino, dopo aver preso conoscenza del verbale delle Forze dell’ordine, ha spiegato che “al momento non sussistono abusi”.

Ma alla Lega Nord non basta: “Vogliamo togliere il velo d’omertà che aleggia intorno a questa situazione sin dall’inizio. I cremaschi meritano risposte – hanno concluso gli esponenti del Carroccio –  Noi continueremo ad utilizzare tutti i canali democratici possibili affinché questa vicenda venga chiarita e risolta”.

Ambra Bellandi

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