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Caso Oleotti: Ilaria morta
per una 'terapia sbagliata'
Il papà: 'Mia figlia un'eroina'

Nella foto, da sinistra Gian Antonio Oleotti e l'avvocato Marcello Campisani

Morta a 26 anni per un sarcoma a un ginocchio che non sarebbe stato diagnosticato in tempo. Davanti al gup Christian Colombo, due medici devono rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Si tratta di Brunello Pazzoni, di Piacenza, medico dello sport presso il Centro medico diagnostico San Lorenzo di Crema, e Paolo Poggi, di Pavia, radiologo. Per la procura, non avrebbero diagnosticato la malattia alla studentessa cremasca Ilaria Oleotti, “non consentendo il corretto trattamento terapeutico, intrapreso con un ritardo di circa nove mesi”. La giovane era morta il 26 maggio del 2015 “a causa dell’evoluzione del sarcoma a cellule chiare dalla coscia destra”.

In particolare, Poggi, che aveva sottoposto la ragazza, caduta improvvisamente mentre faceva danza, ad una risonanza magnetica nucleare il 18 dicembre del 2013, non avrebbe correttamente interpretato le immagini relative alla risonanza, omettendo di svolgere gli “indispensabili” approfondimenti diagnostici costituiti nella ripetizione dell’esame dopo infusione di mezzo di contrasto paramagnetico per valutare l’eventuale impregnazione contrastografica della lesione e nel non aver prescritto un esame istologico”.

Pazzoni, a sua volta, avrebbe omesso di richiedere la “necessaria consulenza specialistica ortopedica già nel dicembre 2013”, così come avrebbe omesso di valutare il progressivo accrescimento della massa e il peggioramento delle condizioni della paziente, “perseverando per mesi nella prescrizione di trattamento per ematomi nonostante il continuo accrescimento delle dimensioni” del tumore.

Una vicenda, quella di Ilaria, definita molto complessa dallo stesso giudice, che oggi ha accolto le costituzioni di parte civile dei genitori della giovane, ma che per approfondire meglio il caso ha rimandato la decisione di rinviare o meno a giudizio gli imputati, oggi assenti, al prossimo 6 aprile. Presente in tribunale c’era il papà di Ilaria, Gian Antonio, accompagnato dalla sua compagna Rosanna Ferla, medico specialista di Pneumologia, e dall’avvocato Marcello Campisani. La mamma di Ilaria, invece, è rappresentata dall’avvocato Mimma Aiello.

“Fatti storicamente documentati”, per l’avvocato di parte civile Campisani. “E’ stata fatta una terapia sbagliata”. Il legale ha poi voluto sottolineare il “calvario” patito da Ilaria. “Nessuno ha chiesto scusa o si è fatto avanti per il risarcimento dei danni”. “Il dolore è lacerante e indimenticabile”, ha detto invece Gian Antonio, il papà della 26enne. “Ho visto come ha sofferto mia figlia, ha creduto nella vita fino all’ultimo, è stata un’eroina”.

Sara Pizzorni

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