Cronaca
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Surroga di Lazzari: Rif. a vie legali. Stanghellini: 'Forse, compagni, c'è un'altra verità'

Sembra ormai inevitabile la rottura tra Rifondazione comunista e la maggioranza di Stefania Bonaldi.

Appresa l’intenzione di sostituire il consigliere della Fondazione San Domenico Fausto Lazzari, Giuseppe Bettenzoli, segretario cittadino del Prc, ha deciso di dare una linea ben precisa: chiedere ai propri rappresentanti in Consiglio comunale di astenersi dal voto per la surroga e probabilmente procedere per vie legali contro la deliberazione consiliare che verrà assunta.

“Lazzari il 28 ottobre aveva chiarito di non aver mai formalizzato le dimissioni e di non volerle formalizzare”, ha spiegato Bettenzoli, ma il secondo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di mercoledì 9 novembre parla chiaro: “Nomina in sostituzione di un rappresentante del Comune nel Cda della Fondazione”.

Il Prc non ci sta e mette i puntini sulle I: “La maggioranza si è rifiutata di discutere la proposta di linee di indirizzo formulata dalla Segreteria del Prc, linee di indirizzo che chiedevano una gestione collegiale, meno dispotica e autoritaria della Fondazione; momenti di confronto e di condivisione della politica culturale tra Fondazione e assessorato alla Cultura; relazione annuale, da parte della Fondazione, in Consiglio comunale, sulle attività svolte, sulle proposte culturali e sulla situazione economico-finanziaria”.

Rifonda pare essere rimasta inascoltata e la surroga di Lazzari imminente: “La motivazione risiederebbe nel fatto che la Fondazione è un ente di diritto privato, tanto privato che il comune di Crema versa nelle casse della Fondazione 400 mila euro e elegge tre membri del Consiglio di Amministrazione – ha proseguito Bettenzoli – L’altra questione che ha dell’incredibile è che il professor Lazzari, come si legge nel verbale del 5 ottobre del CdA della Fondazione, avrebbe annunciato le sue dimissioni dopo che il presidente Giuseppe Strada aveva sospeso la seduta”.

A porre un nuovo dubbio è Renato Stanghellini, anche lui ai ferri corti con Bettenzoli e con la sua ala del partito: “Cari compagni – ha scritto in merito alla ‘questione Lazzari’ – forse esiste un’altra verità”.

Ambra Bellandi

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