Cronaca
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San Domenico, Prc cerca di cucire lo strappo e Bordo attacca il M5s

Si scaldano gli animi, se ancora ce ne fosse bisogno, sulla vicenda che ha travolto la quiete del teatro San Domenico.
Oggi pomeriggio alle 17.30 ci sarà una riunione del sindaco Stefania Bonaldi cui presenzieranno tutti i capigruppo del Consiglio comunale. Da aggiungere anche che la seduta consiliare di lunedì potrebbe essere, al punto dell’odg San Domenico, a porte chiuse per stampa e pubblico, decisione che verrà presa a discrezione del presidente Vincenzo Cappelli.
Intanto le parti politiche coinvolte non si risparmiano attacchi. Infatti, Franco Bordo, parlamentare di Sinistra Italiana, accusa i 5 Stelle di “voler ottenere lo scalpo del presidente Giuseppe Strada. Un’operazione scellerata, dettata da manovre pre elettorali, a cui si è aggregato, sempre per le stesse logiche, un gruppo, o parte di esso, di maggioranza” (Rifondazione comunista – ndr).
Per Bordo questo è un vero e proprio atto di discredito verso una importante realtà del territorio, “Ricordo bene il lavoro profuso da consigliere comunale nel far rinascere il teatro in città: non possiamo permettere che questa realtà venga così infangata”, ha proseguito il parlamentare. “Da chi poi? Da quei consiglieri grillini che sostengono a spada tratta Domenico Baronio, membro del CdA del San Domenico. Ma stiamo parlando dello stesso signore che all’inizio del suo mandato esigeva di avere per sé la delega al Folcioni, la nostra scuola di musica, dove lavora suo genero? Stiamo parlando dello stesso consigliere che da un anno a questa parte non si è più presentato alle riunioni del Consiglio? Stiamo parlando dello stesso personaggio che, da membro del Consiglio di amministrazione, più volte e anche recentemente, ha proposto che venissero affidati contratti onerosi per il suo gruppo musicale? E questo sarebbe un comportamento corretto? Da un partito che urla ‘onestà! onestà!’ nelle piazze? Non v’è nulla di corretto in tutto ciò piuttosto è chiaro un conflitto di interessi che, fortunatamente, è stato bloccato dalla fermezza degli altri componenti del CdA”.
E mentre Bordo s’infervora, Rifondazione cerca di placare i toni, auspicando a un confronto più sereno e basato su questioni di merito, che superino “le sterili contrapposizioni politiche non utili ai cittadini cremaschi”.
Anzitutto il Prc rinnova pieni fiducia e appoggio a Fausto Lazzari che “è stato oggetto di pesanti e ingiusti attacchi. Lazzari non ha votato a favore del bilancio consultivo perché già da diversi mesi denunciava una gestione della fondazione San Domenico dispotica e autoritaria da parte del presidente Strada”.
Insomma, Lazzari si sarebbe astenuto dal votare il Consuntivo di Strada a causa del “clima di totale ostracismo innescatosi verso la sua persona, che lo aveva portato a manifestare in largo anticipo il suo malessere e di altri consiglieri presenti nel Cda, senza che tale segnalazione venisse adeguatamente considerata da nessuno” e le sue dimissioni annunciate volevano essere, secondo il Prc cittadino, uno scossone che facesse riflettere le parti in causa “su una gestione della Fondazione che oseremmo definire surreale”. Scossone che, però, non ha dato i frutti sperati, anzi: ha aperto un dibattito dai toni accesi. Lazzari, come fa sapere il Prc, è stato attaccato “con allusioni infondate a possibili mire politiche del partito che lo aveva proposto, sebbene lo stesso nelle dichiarazioni al momento del voto del bilancio consultivo, avesse dichiarato che la sua astensione non aveva nessun risvolto o mira politica”.

“Rispettiamo tutte le parti politiche – prosegue il Prc – anche i nostri amici di Sel”. Nessuna disputa fra partiti, dunque, secondo i rifondaroli, che affermano di sostenere Lazzari solo al fine di “voler migliorare il funzionamento, la proposta e la gestione della Fondazione”.

“Siamo sicuri che se ci sarà la volontà di ascoltare le osservazioni e le proposte di persone valide come i consiglieri Lazzari e Baronio, avremo dato un grande segnale a tutta la cittadinanza, che la politica sa ascoltare e fare proprie le proposte di seri, competenti professionisti, indipendenti dai partiti e senza tessera come appunto la stessa Bonaldi auspicava fin da inizio mandato”.

In ogni caso, il Prc ha chiesto al proprio gruppo consiliare di non votare eventuali revoche di membri del consiglio della Fondazione seppur concluda il proprio intervento dicendo “Come partiti quindi facciamo tutti un passo indietro, interrompiamo questa sterile contrapposizione e lasciamo prevalere le proposte concrete per migliorare la Fondazione San Domenico”.

Ambra Bellandi

 

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