Cronaca
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Caso Lazzari, Stanghellini prende distanze da Rifonda 'La pecorella torna all'ovile'

Renato Stanghellini, consigliere comunale di Rifondazione comunista, prende le distanze dal partito, almeno per quanto riguarda la scelta di appoggiare il rientro di Fausto Lazzari nel Cda del San Domenico.

“Cari compagni, cosa è successo?? Fermi tutti, abbiamo scherzato tutto a posto, l’amore è ri-sbocciato. La pecorella torna all’ovile”, ha commentato ironico Stanghellini, e attacca la dirigenza di Rifonda: “Scusateci per la burla e per tutto quello che abbiamo scritto e diffamato. Così è la politica di alcuni nostri dirigenti”.

Una frattura che sarà difficile risanare e che pare mettere una definitiva pietra tombale sulla presenza di Rifondazione nell’attuale Maggioranza.

Questo quanto scritto nella nota di Giuseppe Bettenzoli, segretario cittadino del partito.”Il Partito della Rifondazione Comunista, Circolo di Crema, rende noto che questa mattina è stata protocollata in Comune a Crema una lettera del professor Fausto Lazzari, indirizzata al presidente del Consiglio comunale e al Sindaco di Crema.
Nella lettera, il Consigliere d’Amministrazione della Fondazione San Domenico, richiama il fatto di non aver mai presentato le dimissioni, in forma scritta e sottoscritte, al protocollo del Comune, indirizzandole al Presidente del Consiglio Comunale, organo istituzionale che lo ha eletto, ma di aver solo scritto una mail priva di valore giuridico al Presidente della Fondazione.  Infatti, in analogia alle dimissioni di un Consigliere Comunale, le stesse, ai sensi dell’articolo 38, comma 8, del T.U.E.L. 267/2000, devono essere indirizzate al rispettivo consiglio, presentate personalmente, sottoscritte, al protocollo dell’ente.
Pertanto, non si pone il problema della surroga, non essendo mai state formalizzate le dimissioni, e, allo stato attuale, il professor Lazzari non intende formalizzarle. Resta tutto aperto il vero problema,quello della mancata approvazione del conto consuntivo, ai sensi dell’articolo 16 dello Statuto della Fondazione, che prevede il voto favorevole di almeno due membri eletti dal Consiglio Comunale di Crema.
Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene la mancata approvazione del conto consuntivo equivalente ad una sfiducia nei confronti della gestione della Fondazione e chiede al Comune di Crema di prenderne atto e di intervenire conseguentemente per favorire il rilancio della Fondazione San Domenico”.

Sembra quasi impossibile pensare il compagno Stanghellini fuori dalle fila di Rifondazione. Ma Renato, apprezzato da molti in città, potrebbe sfoderare qualche asso dalla manica.

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