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Sanità, in arrivo più
risorse all’Asst di Crema

L'Ospedale Maggiore di Crema

D’ora in poi la distribuzione delle risorse in ambito sanitario sarà più equa. Ciò che l’Asst di Crema e il Cremasco andavano reclamando da tempo ha trovato corrispondenza nei piani dell’Agenzia di tutela della salute Valpadana, macrostruttura che riunisce le aziende sanitarie delle ex provincie di Cremona e Mantova. Si tratta di una notizia molto importante, arrivata a meno di un anno di distanza dalla battaglia per la salvaguardia dell’autonomia dell’azienda ospedaliera di Crema.

A confermare la notizia è Luigi Ablondi, direttore generale dell’Asst di Crema. “Stimiamo arriveranno tra i 200 mila e i 300 mila euro – afferma Ablondi – di cui una parte si riferisce al budget sanitario dell’anno 2016, mentre l’altra arriva dal bonus regionale per la Neuropsichiatria infantile”. Dunque, oltre al riequilibrio delle risorse tra le aziende ospedaliere dell’Ats, l’Asst di Crema potrà beneficiare anche di una quota “aggiuntiva” del fondo regionale per contratti specifici.

L’aumento delle risorse all’azienda ospedaliera di Largo Ugo Dossena parte “dal buon lavoro di analisi svolto dall’Ats – osserva il direttore generale – che ha preso in considerazione più livelli: partendo dal budget destinato alla Neuropsichiatria della Valpadana (296.900 euro), ha condotto una seconda rilevazione sul numero di persone tra 0 e 18 anni nel Cremasco, Cremonese e Casalasco. Dopodiché, considerando la produzione per ciascuno dei distretti, ha messo in evidenza ciò che noi da anni andavamo reclamando”.

La soddisfazione per il risultato c’è, tanto che è lo stesso direttore Ablondi tiene a ringraziare l’Ats “per aver compreso le difficoltà”. Difficoltà sulle quali i sindaci del territorio “hanno convenuto, e di cui hanno fornito rappresentazione all’interno del quadro dei punti di forza e di debolezza”. Quanto emerso oggi è “un bel passo avanti”, in grado di dare attuazione al comma 3 dell’articolo 7 bis della riforma sanitaria lombarda, che prescrive “che le Asst e i soggetti erogatori del sistema sanitario lombardo abbiano risorse sufficienti per garantire l’omogeneità dell’erogazione delle prestazioni distrettuali”.

Stefano Zaninelli

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