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Asst di Crema,
entra nel vivo la
lotta per le risorse

Nella foto, un momento dell’incontro.

Si è svolto ieri l’incontro tra la commissione Sanità dell’Area omogenea Cremasca, la direzione strategica dell’Asst di Crema e Aldo Bellini, direttore dell’Ats Valpadana; alla riunione ha preso parte anche Paolo Bertoluzzi, presidente della Fondazione benefattori cremaschi. Quattro i punti – formulati a mo’ di proposta – messi nero su bianco dai sindaci dell’area cremasca.

RISORSE – Anzitutto il riequilibrio delle risorse: “è il primo e fondamentale problema da affrontare senza indugi, per concordare un piano operativo e condiviso che raggiunga l’obbiettivo da noi richiesto con modalità definite ed in tempi certi”. Il Cremasco ha un bacino d’utenza di 163.953 persone, contro le 158.529 di Cremona e le 39.700 di Casalmaggiore, eppure rispetto al capoluogo riceve 13 milioni di euro in meno. L’unica voce di spesa in cui l’erogazione di finanziamenti è maggiore a Crema è quella dei servizi di riabilitazione sociosanitaria.

NUOVO ROBBIANI – La legge di riforma regionale numero 23 assegna la struttura del Nuovo Robbiani di Soresina all’Asst di Cremona; l’appartenenza è confermata anche dagli enti locali soresinesi. Perciò, osservano i sindaci cremaschi, “al fine di evitare commistioni che possono riflettersi negativamente sull‘ efficienza e sulle risposte all’utenza, proponiamo di affidare la struttura del Nuovo Robbiani alla competenza della Asst di Cremona”.

Luigi Ablondi, Aldo Bellini, Ermanna Derelli.

ORGANIZZAZIONE – Cinque le strutture complesse che i sindaci hanno proposto di istituire nell’Asst di Crema: di governo del percorso di presa in carico della persona in tutta la rete dei servizi sociali, sociosanitari e sociali; di vigilanza e controllo sulle strutture e sulle unità d’ offerta sanitaria, sociosanitaria e sociale; di promozione della sicurezza alimentare, medico e medico-veterinaria; di Sanità pubblica e veterinaria; di prevenzione e controllo della salute negli ambienti di vita e di lavoro.

POTENZIAMENTO – Ultima proposta avanzata dai primi cittadini è quella del potenziamento – ed eventuale riorganizzazione – dei servizi territoriali. Lo studio dell’adeguamento sei servizi mira ad una maggiore continuità nelle cure e a modelli sociosanitari integrati. I primi tre settori che verranno presi in considerazione sono le Residenze sanitarie assistenziali, la Neuropsichiatria infantile e l’Assistenza domiciliare integrata.

INCONTRO – Come spiegano i sindaci, “Il direttore Bellini ha ascoltato e condiviso gran parte delle osservazioni avanzate, senza però prendere un impegno preciso. Encomiabile per la disponibilità nell’accettare il confronto, è invece risultato vago nel prendere impegni precisi, scelta comprensibile essendo il primo incontro, ma non soddisfacente per la Commissione. Nel complesso un incontro positivo, ma anche un segnale importante per il Cremasco: ottenuta l’autonomia dovrà conquistarsi anche le risorse che gli competono. Servirà coesione, unità d’intenti e la perseveranza ad insistere nelle richieste”.

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