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Sanità, fondi aggiuntivi:
“correggere le disparità”

L'ospedale Maggiore di Crema

Una volta conquistata, l’autonomia bisogna mantenerla. Questo vale anche nel comparto della sanità pubblica, dove i sindaci dell’Area omogenea cremasca hanno ottenuto l’autonomia dell’Asst di Crema. Per questo, a distanza di poco più di due mesi dall’incontro con Aldo Bellini, presidente dell’Ats Valpadana, i primi cittadini tornano a chiedere “che nella ripartizione dei Fondi aggiuntivi assegnati alla Ats Valpadana, pari a 296.900 euro si tenga conto del grave disequilibrio delle risorse sinora e da lunga data erogate al territorio Cremasco, attuale Asst di Crema”.

Il mese scorso la giunta regionale ha deliberato uno stanziamento di 4 milioni di euro da destinare alle Ats lombarde per contratti di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Di questi, 296.900 sono da destinare all’Ats Valpadana, che riunisce le ex Asl di Mantova e Cremona. Il coordinamento dei sindaci dell’Area omogenea cremasca chiedono “che la distribuzione di queste risorse sia più equa rispetto al passato, sollecitando il direttore generale ad assecondare la richiesta che già avevano avanzato il 4 febbraio scorso durante un incontro con lo stesso Bellini e avvenuto presso l’ospedale di Crema”.

Tale richiesta parte dal presupposto che “al Cremasco dovrebbe spettare il 44,7 per cento delle risorse destinate alla sanità provinciale, mentre i dati testimoniavano che al nostro territorio veniva destinato solo il 35 per cento”. Tale calcolo teneva conto del bacino d’utenza delle varie Asst, che vede il Cremasco servire 163.953 persone, contro le 158.529 di Cremona e le 39.700 di Casalmaggiore. Alla luce della disponibilità di nuove risorse, “il coordinamento auspica che questa disparità di trattamento venga corretta e credono che la distribuzione di questi fondi aggiuntivi fornisca a Bellini l’opportunità per dimostrare l’auspicata inversione di tendenza”.

[La lettera inviata a Bellini]

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