Un commento

“La Patria chiamò”: Barisonzi non c’è
lo sostituisce la mamma Clelia
e Paola Chiesa lo intervista per telefono

– Al centro del gruppo la mamma di Luca Barisonzi Clelia Novella e la scrittrice Paola Chiesa durante la visita al Sacrario del Quartierone con gli Alpini della sezione cremasca e cremonese.


La presentazione del libro “La Patria chiamò” si è aperta con un colpo di scena che ha spiazzato organizzatori e platea: Luca Barisonzi non è riuscito ad esserci. La comunicazione è arrivata poco prima della manifestazione tramite una telefonata seguita dalla notizia che al suo posto ci sarebbe stata la mamma, Clielia Novella, pronta a portare la testimonianza del figlio bloccato a casa per motivi di salute. Niente panico: dopo una rapida revisione della scaletta, gli organizzatori del Centro diocesano G.Lucchi hanno fatto in modo di rendere comunque l’evento degno delle aspettative finora alimentate, con uno sforzo in più da parte del coro cremonese dell’Associazione Nazionale Alpini che ha intrattenuto il pubblico con letture e brani cantati. L’intervista al protagonista si è svolta comunque per via telefonica, permettendo a Luca di esser presente almeno in maniera virtuale. Ad ascoltarlo c’era una sala gremita, punteggiata di penne nere e divise militari. Tra loro anche il sindaco di Crema Bruno Bruttomesso, il presidente del Consiglio comunale Antonio Agazzi e l’assessore alla cultura Paolo Mariani, che ha espresso la propria ammirazione per la biografia scritta da Luca barisonzi e Paola chiesa, una testimonianza importante soprattutto perché coinvolge una fascia di età solitamente lontana dall’amor di Patria.

PENNE NERE PER LUCA
Ad una rapida occhiata, Sala Pietro da Cemmo era tutta un fruscìo di penne nere. La presenza degli alpini e dei diversi rappresentanti delle associazioni d’arma è stata partecipata e viva, soprattutto nei momenti scanditi dalle voci del coro cremonese dell’Associazione Nazionale Alpini che per l’occasione ha riproposto canzoni care alla tradizione. Immancabile l’Inno di Mameli cantato all’unisono anche dai presenti in sala. Carlo Fracassi, direttore del coro Ana e presidente della sezione provinciale, si è fatto portavoce dell’intero corpo militare presente in sala per ribadire i valori alla base della loro attività; proprio la fratellanza che nasce nei momenti difficili ha avviato il progetto “Una casa per Luca”, una raccolta fondi per realizzare un’abitazione domotica in grado di soddisfare le necessità del ragazzo costretto a vivere su una sedia a rotelle per assicurargli un futuro il più sereno possibile.

L’INTERVISTA TELEFONICA
Paola Chiesa ha telefonato a Luca come si fa tra vecchi amici. All’altro capo del telefono la voce di un ragazzo ha salutato tutti i presenti, scusandosi di non esser potuto venire di persona; la scrittrice ha ripercorso attraverso qualche domanda i mesi cruciali di Luca, le motivazioni che lo hanno portato ad arruolarsi, l’amicizia con i commilitoni, l’intenso rapporto nato con la popolazione afghana, i momenti seguenti l’attentato e il modo in cui la sua vita è cambiata da quel giorno. Chiacchierano così, di una storia straordinaria che per Luca è stata una serie di scelte dettate dal cuore fino a diventare una prova di coraggio quotidiana.

ARMI E FEDE, BINOMIO POSSIBILE

A parlarne è don Lionello Torosani, cappellano militare, che racconta l’amor di patria come una manifestazione di un’appartenenza ben più grande, un sentimento di condivisione che sfocia nel coraggio del sacrificio, nel mettere la propria vita a servizio degli altri. Nessuno come Luca può incarnare questo valore, quando anche dopo un “vile attentato” che gli è costato l’uso delle gambe afferma senza esitazione che rifarebbe tutto senza eccezioni. Il pensiero torna però al fratello d’armi Luca Sanna, che quel 18 gennaio era con lui e che ha perso la vita colpito dalla stessa arma.

MAMMA CLELIA VISITA IL QUARTIERONE

Emozionata e sorridente, Clelia Novella ha portato la testimonianza di una mamma coraggiosa, che prima ha atteso con il cuore in gola il ritorno del figlio dal fronte afghano e oggi vive con lui la sfida di ogni risveglio in una vita diversa, forse più difficile, ma non impossibile. A fine cerimonia la signora Clelia ha insistito per voler visitare il Sacrario del Quartierone e ascoltare le melodie del Carillon, un desiderio che Luca aveva espresso in previsione della sua visita cremasca e che forse verrà realizzato più avanti, a primavera.

Lidia Gallanti

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Commenti
  • ARTURO

    Ma roba da matti si approfitta di un povero ragazzo