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Scacco ai pusher,
due marocchini
arrestati dall’Arma

L’attenzione dei carabinieri si è concentrata sulle campagne a cavallo del territorio cremasco e della provincia di Bergamo. Una zona dai connotati congeniali per la rete clandestina dello spaccio. I militari hanno attuato qui, in un’area frequentata da tossicodipendenti, un apposito servizio di contrasto alla diffusione degli stupefacenti. Si sono attivati in via Fontanella, a Casaletto di Sopra, in abiti civili e con mezzo di copertura, dando vita a un servizio di osservazione che ha permesso, ieri, di arrestare due pusher marocchini. I militari hanno notato una vistosa Audi A4 Sw – riconducibile a un noto trafficante di stupefacenti – con due uomini a bordo. Hanno pedinato il veicolo fino a Fontanella, nel Bergamasco, e in via Lazzari, attorno alle 14,50, hanno bloccato l’automobile, in condizioni di sicurezza. A bordo, Samir Z., 36enne con residenza a Torino già coinvolto a ottobre in vicende analoghe a Rudiano (Brescia) e fratello di uno spacciatore arrestato dall’Arma, con una rocambolesca operazione, due anni fa nella stessa zona. Assieme a lui Abdelmajid A., 44enne con residenza a Fabbrico (Reggio Emilia). Entrambi erano dimoranti proprio a Fontanella.

Con la perquisizione sono saltati fuori tre involucri di cocaina (due grammi circa) e 130 euro, ritenuti provento di un’attività di spaccio messa in atto pochi minuti prima. Anche la successiva perquisizione domiciliare ha permesso di scovare stupefacenti: 20 grammi di coca sono stati ritrovati dai carabinieri in un sacchetto di cellophane, ed è emersa la presenza di 700 euro e di materiale utile per il confezionamento di dosi.

Dopo aver passato la notte nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida e del rito direttissimo, stamattina sono stati condotti in tribunale, a Bergamo, dove gli atti depositati dall’Arma di Crema, guidata dal comandante della compagnia, il capitano Antonio Savino, hanno avuto convalida. Processo rinviato a venerdì 16, dopo le analisi sul materiale sequestrato. Intanto il 36enne resta in carcere. Aspetta il processo in stato di libertà, invece, il 44enne.

 

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