Luca Pedrinazzi, campione italiano di tiro a segno: “Tanta roba”
Per il cremasco due ori: pistola standard Master e pistola sportiva Master ai Campionati Italiano di Tiro a Segno che si sono svolti a Roma
Nell’ultima giornata di gare al poligono Tiro a Segno Nazionale (TSN) di Roma, a chiusura di un intenso programma dedicato alle specialità a 25 e 50 metri, arriva il titolo tricolore per il cremasco Luca Pedrinazzi, nella specialità pistola standard Master uomini. Precisione, controllo e grande capacità di mantenere la concentrazione nelle diverse fasi della gara, le caratteristiche principali per far bene in questa disciplina, e Pedrinazzi con i suoi 537 punti, nella gara romana è riuscito a condensarli tutti.
La pistola standard Master è una categoria di competizione sportiva regolamentata dall’Unione Italiana Tiro a Segno, che utilizza una pistola semiautomatica con caricatore da 5 colpi, per colpire il bersaglio posto a 25 metri di distanza. La gara consiste in 60 colpi totali, divisi in tre fasi, da 20 colpi ciascuna, basate su tempi di esposizione del bersaglio: 150 secondi, 20 secondi e infine 10 secondi, per serie da 5 colpi. Alle spalle di Pedrinazzi il piemontese Vittorio Remolif, terzo Antonio Sabatini, dopo una gara estremamente combattuta, con l’ombrianese Pedrinazzi che l’ha spuntata di pochissimo, contro un avversario altrettanto preparato come Remolif. Per il 58enne Luca Pedrinazzi, atleta di Crema, ma tesserato con la sezione di Lodi del TSN, nuovo successo agli Italiani di Tiro a Segno, dopo il titolo conquistato il giorno prima nella pistola sportiva Master uomini, con una prestazione da 561 punti. Successi che si aggiungano ad altri collezionati nel corso degli anni, nella sua lunga carriera che l’ha visto più volte sul gradino più alto del podio.
L’abbiamo raggiunto telefonicamente nel viaggio di ritorno a Crema, tra una galleria e l’altra ci ha manifestato tutta la sua soddisfazione: “Ho vinto 12 titoli italiani e quando avevo 20 anni gareggiavo a buon livello, avendo cominciato giovanissimo, poi però ho smesso nel 1994, prima di sposarmi e dedicarmi alla famiglia. Dopo 27 anni di inattività – ci dice Pedrinazzi – ho ricominciato, mi son messo di nuovo in ballo e già nel 2019 per un poco non mi sono qualificato. Due anni dopo a Milano ho vinto il titolo italiano assoluto, battendo anche i professionisti, sempre dai 25 metri. Poi sono arrivati l’argento a Bologna nel 2022 nella pistola sportiva, e questo fine settimana, questi due successi in due discipline un po’ diverse. Veramente tanta roba”. Pedrinazzi è fiero dei suoi 3 anni nella massima categoria, anche perché nel 2023 è stato decimo in Italia nel ranking su 400 atleti: “In A ci vai quando hai determinati piazzamenti, ed io sono arrivato partendo dalla C e avendo la possibilità di confrontarmi con atleti come Federico Nilo Maldini – commenta Pedrinazzi – che ha l’età di mio figlio ed ha vinto l’argento nella pistola 10 metri alle Olimpiadi di Parigi”.
Ci tiene al suo Dna cremasco Pedrinazzi, anche se rappresenta il Tiro a Segno di Lodi nelle competizioni nazionali: “Sono tesserato a Lodi e lavorando come operaio da 35 anni in un’azienda di Peschiera, ho solo i weekend per allenarmi. Sui 25 metri mi alleno però autonomamente al Poligono di Crema, anche se quest’anno proprio per le difficoltà lavorative faccio solo un po’ di sedute in casa, riducendo le dimensioni dei cartelli in maniera da avere la stessa visibilità – aggiunge Pedrinazzi – e quello che serve per le alzate con il braccio e la messa a fuoco, naturalmente facendo quelli che si chiamano scatti in bianco”.
Obiettivi per il futuro? “Alla mia età si è ormai fuori dal giro della nazionale, nonostante i risultati, che in pratica sono gli stessi dei nazionali. Si spara forte, ma più dei campionati italiani non puoi fare. Però sono molto contento, perché mi sono rimesso in ballo e in 8 anni, ho vinto tutto nei Master, ed anche nelle categorie ad aria compressa, mi ritengo – conclude l’atleta cremasco –una sorta di professionista non stipendiato”.