A Montodine ripartono i lavori della caserma dei Carabinieri, Piloni: “Servono tempi certi”
Il cantiere della nuova stazione è ripartito il 30 settembre dopo l'ennesima sospensione. Il consigliere regionale Pd interroga la Regione sul cronoprogramma
È ripartito ieri, mercoledì 30 settembre, il cantiere della nuova Stazione dei Carabinieri di Montodine, un’opera attesa da anni e destinata a diventare un presidio di riferimento anche per Credera Rubbiano, Moscazzano, Ripalta Arpina e Ripalta Guerina.
La ripresa dei lavori arriva dopo l’ennesima sospensione del cantiere e proprio sullo stato dell’intervento il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha presentato oggi un’interrogazione alla Regione Lombardia. L’obiettivo è fare il punto sull’avanzamento dei lavori, sulle ragioni dello stop estivo e sulle prospettive per la conclusione dell’opera.
“Dopo l’ennesimo fermo, ieri il cantiere della nuova Stazione dei Carabinieri di Montodine è ripartito. È un’opera attesa da tempo dal Comune e dal territorio, del valore di circa tre milioni di euro, che dovrà diventare un presidio importante per Montodine e per i Comuni di Credera Rubbiano, Moscazzano, Ripalta Arpina e Ripalta Guerina”, dichiara Piloni.
L’iter per la realizzazione della nuova caserma era iniziato nel 2010 con un protocollo d’intesa tra il Comune di Montodine, il Ministero delle Infrastrutture e il Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche. Il cantiere è stato avviato concretamente nel maggio 2021, ma negli anni l’intervento ha subito ritardi e periodi di sospensione. La realizzazione è di competenza statale e il valore complessivo dell’opera è indicato in circa tre milioni di euro. Il progetto e i lavori risultano inseriti nelle procedure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel luglio 2026 era stato indicato un avanzamento dei lavori di circa il 60 per cento, con l’obiettivo dichiarato di completare l’opera entro la fine dell’anno. Ora Piloni chiede di verificare se quella scadenza sia ancora sostenibile.
“Nel luglio scorso – ricorda Piloni – era stato indicato come obiettivo il completamento entro la fine del 2026, quando i lavori risultavano avanzati di circa il 60 per cento. Dopo l’ennesima sospensione, la terza, è necessario capire quali siano le ragioni dello stop, quale sia oggi lo stato effettivo del cantiere e, soprattutto, se il cronoprogramma sia ancora realistico”.
Nell’interrogazione il consigliere regionale chiede alla Regione di conoscere lo stato di avanzamento fisico e finanziario dell’intervento, le lavorazioni ancora da completare e l’attuale previsione per la conclusione e la consegna della struttura. Piloni chiede inoltre di chiarire le ragioni dell’ultima sospensione, verificando se siano riconducibili a problemi finanziari, amministrativi, contrattuali, organizzativi o di altra natura.
Al centro dell’atto anche il rapporto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Chiediamo quindi a Regione Lombardia di attivarsi con il Ministero delle Infrastrutture affinché siano garantiti i pagamenti per evitare ulteriori interruzioni”, aggiunge Piloni.
La richiesta riguarda infine il cronoprogramma aggiornato e le garanzie previste per evitare nuovi stop e consentire il completamento dell’opera entro la fine del 2026.
“Il territorio ha bisogno di tempi certi e di un’opera finalmente conclusa. La ‘sicurezza’ è anche questo”, conclude il consigliere regionale.