Ponte Cadorna, Chiodo: “I cremaschi meritano certezze, non annunci contraddittori”
La consigliera Ilaria Chiodo critica la gestione del ponte di via Cadorna e chiede chiarezza sulla viabilità, sottolineando un forte disagio sociale
Il futuro del ponte provvisorio di via Cadorna torna al centro del dibattito politico a Crema. Dopo le ultime indicazioni dell’Amministrazione comunale, che hanno ridimensionato la possibilità di realizzare l’opera, la consigliera di minoranza Ilaria Chiodo critica la gestione della vicenda e chiede maggiore chiarezza sul futuro della viabilità cittadina. Il Comune, nel frattempo, sta procedendo con le attività preparatorie per la ristrutturazione del ponte e con l’iter per il sovraponte, la cui realizzazione è slittata verso la fine di novembre.
Secondo Chiodo, il caso del ponte di via Cadorna sarebbe diventato “il simbolo di una politica che annuncia soluzioni senza averne valutato la realizzazione”, lasciando poi i cittadini nell’incertezza. La consigliera contesta in particolare il cambio di prospettiva sul ponte provvisorio, ricordando come nei mesi scorsi fosse stato presentato come una delle possibili risposte all’emergenza viabilistica.
“Questa inversione di rotta non è un semplice aggiustamento tecnico, ma una grave carenza di trasparenza”, sostiene Chiodo. La consigliera ricorda inoltre che a luglio il ponte provvisorio, dal costo stimato di circa 1,5 milioni di euro, era stato inserito nel pacchetto di misure straordinarie per affrontare le conseguenze della chiusura di via Cadorna.
Ora, invece, l’ipotesi appare più lontana. L’Amministrazione ha evidenziato perplessità legate ai tempi di realizzazione e all’effettiva utilità dell’opera, mentre il sovraponte viene indicato come la soluzione destinata a garantire un collegamento provvisorio con il centro.
Per Chiodo, però, il sovraponte non sarebbe sufficiente a risolvere tutte le criticità. “I cremaschi hanno bisogno di certezze, non di strategie che cambiano a seconda della convenienza del momento”, afferma la consigliera, che pone l’accento anche sulle modalità di utilizzo della struttura e sulle informazioni ancora da chiarire in merito alla mobilità di pedoni e ciclisti.
Il tema, secondo la consigliera, non riguarda soltanto il traffico. Chiodo richiama infatti la situazione delle persone anziane, delle persone con disabilità e delle famiglie non automunite che vivono nei quartieri maggiormente interessati dalle conseguenze della chiusura, tra San Bernardino, Vergonzana e Castelnuovo.
“La chiusura del ponte di Via Cadorna non è solo una questione di flussi veicolari, un esercizio di contabilità o di ingegneria, è un tema sociale caratterizzato da un forte disagio quotidiano”, sottolinea.
Da qui la richiesta alla Giunta Bergamaschi di chiarire quale sarà la strategia definitiva e, soprattutto, come verrà garantito il diritto alla mobilità delle fasce più fragili durante i lavori. “A pagare il prezzo più alto sono i cittadini più fragili e le loro famiglie”, sostiene Chiodo.
La consigliera conclude chiedendo un cronoprogramma “certo, trasparente e, soprattutto, attento ai bisogni reali della città”. “La trasparenza non è un optional, è il dovere di chi amministra”, conclude.