Sottopasso Santa Maria, botta-risposta in Consiglio: “Massima trasparenza nelle comunicazioni”
Botta e risposta in Consiglio comunale di Crema sulle opere in Viale Santa Maria e la sicurezza dell'area dopo la chiusura del passaggio a livello
Botta e risposta in Consiglio comunale a Crema sul futuro di viale Santa Maria e sulla chiusura del passaggio a livello. Al centro dell’interrogazione presentata da Ilaria Chiodo, a nome dei gruppi consiliari di centrodestra, c’erano trasparenza, autorizzazioni e responsabilità dell’Amministrazione nella gestione dell’intervento.
A rispondere è stata l’assessora alla Pianificazione Territoriale Cinzia Fontana, che ha rivendicato il comportamento dell’Amministrazione. “Questa Amministrazione ha agito con assoluta trasparenza”, ha affermato, ricordando il percorso avviato negli anni scorsi con Comune, RFI, Regione Lombardia e Ferrovie Italiane per la riqualificazione dell’area della stazione.
Fontana ha spiegato che la convenzione del 2 agosto 2021 tra Comune e RFI rappresentava soltanto un passaggio operativo di un progetto più ampio, comprendente il sottopasso veicolare, la soppressione del passaggio a livello, il sottopasso ciclopedonale, l’hub di interscambio e la riqualificazione dell’area della stazione.
Sul tema dei nulla osta, l’assessora ha sostenuto che le verifiche effettuate dagli uffici comunali, in relazione alla localizzazione dell’opera, alla tipologia dell’intervento, alle interferenze con le reti e ai vincoli presenti, abbiano portato alla conclusione che non fosse necessario acquisire autorizzazioni da parte di altri enti. Da qui, secondo Fontana, l’assenza di documenti da trasmettere ai consiglieri.
Un altro passaggio riguarda le barriere installate in corrispondenza del passaggio a livello. Fontana ha ricordato che la Soprintendenza, dopo il primo parere del dicembre 2024 relativo a un’installazione temporanea per 180 giorni, ha espresso nel luglio 2025 un nuovo parere favorevole, prevedendo tra le prescrizioni una durata temporanea di cinque anni, in attesa di una soluzione complessiva dell’area.
Quella soluzione, secondo l’Amministrazione, passa dal progetto del nuovo sottopasso ciclopedonale. Fontana ha spiegato che il progetto è ancora in fase di perfezionamento e che nelle prossime settimane sarà integrato l’incarico per adeguarlo alle nuove norme del Codice degli appalti e alla documentazione richiesta dalla Soprintendenza. Una volta definito il quadro economico, l’assessora ha annunciato che le risorse necessarie saranno garantite nel prossimo bilancio di previsione.
“L’obiettivo di fondo del progetto del sottopasso ciclopedonale è esattamente quello che richiede la Soprintendenza, cioè una soluzione complessiva dell’area che garantisca continuità visiva e fisica”, ha sottolineato Fontana, aggiungendo che la continuità fisica sarà garantita dalla realizzazione del sottopasso, mentre quella visiva dovrà essere assicurata dall’integrazione dell’opera con il contesto del viale.
La replica di Chiodo si è concentrata invece sulla situazione attuale del viale e sul rapporto tra l’intervento e il legame della comunità con quella zona. “Il viale è stato deturpato da questi cambiamenti”, ha sostenuto la consigliera, sottolineando come il valore di viale Santa Maria non sia soltanto legato agli aspetti ambientali e architettonici, ma anche alla sua dimensione identitaria.
Proprio questo legame, secondo Chiodo, avrebbe contribuito alla nascita del comitato che si è mobilitato per la tutela del viale. “Questo per far capire quanto i cittadini tengano a quel tratto”, ha spiegato.
La consigliera ha quindi spostato l’attenzione anche sul tema della sicurezza e della vivibilità dell’area. “Si è aggravata la situazione: se l’area non è frequentata diventa pericolosa e insicura”, ha affermato, sostenendo quindi che la trasformazione del viale non debba essere valutata soltanto dal punto di vista progettuale, ma anche per gli effetti sulla presenza e sulla fruizione da parte dei cittadini.
Il confronto si è così concentrato su due piani diversi: da una parte la ricostruzione amministrativa e procedurale proposta da Fontana, con la rivendicazione della trasparenza e l’impegno a completare il progetto del sottopasso ciclopedonale; dall’altra le perplessità di Chiodo sulle conseguenze che la chiusura del passaggio a livello e le modifiche introdotte hanno avuto sul viale e sulla sua fruibilità.
Il progetto del sottopasso ciclopedonale resta quindi il prossimo passaggio indicato dall’Amministrazione per completare il disegno dell’area, mentre sul futuro di viale Santa Maria rimane aperto il confronto con cittadini, comitati e opposizioni.