Molestie sessuali alla figlia 13enne della compagna: “Non è mai stato da solo con lei”
L'uomo è accusato di violenza sessuale per aver toccato nelle parti intime la ragazzina che all'epoca dei fatti frequentava la terza media in una scuola cremasca
Avrebbe molestato la figlia della sua compagna quando la donna era assente, ed è finito a processo con l’accusa di violenza sessuale. I fatti risalgono al 2017, quando la ragazzina frequentava la terza media in una scuola del cremasco.
Oggi in udienza è stata sentita la mamma della ragazzina, all’epoca tredicenne, che ha preso le difese dell’imputato, assistito dall’avvocato Mara Coti Zelati. “Non è mai rimasto solo con lei, se non una volta, ma per pochi minuti, quando ero scesa sotto casa per prendere le pizze. I rapporti tra loro due sono sempre stati sereni“.
In aula la donna ha riferito che prima del 2017 c’era un affidamento alternato con il padre della ragazzina, suo ex marito. “Tra me e lui”, ha spiegato la testimone, “i rapporti sono sempre stati molto burrascosi, tanto che l’ho denunciato perchè mi maltrattava e mi insultava per strada”. Attualmente i due ex coniugi sono ancora colleghi di lavoro. Nella stessa azienda lavora anche l’imputato, attuale compagno di lei.
“Mia figlia non ha mai espresso disagio nei suoi confronti“, ha raccontato la donna, che nel 2017 aveva ottenuto di trascorrere più tempo con la figlia. “Mio marito non l’ha presa bene e da quel momento nostra figlia ha iniziato a nascondersi ogni volta che parlava al telefono con lui, non voleva farsi sentire da me e dal mio compagno. Un giorno ha preso tutti i suoi libri di scuola e se ne è andata dal padre, interrompendo ogni contatto“. Anche i nonni materni non l’hanno più vista.
La presunta vittima si era confidata con una compagna di classe, che aveva riferito a sua madre ciò che le aveva raccontato l’amica. In seguito, convinta dalla compagna, la ragazzina si era rivolta alla sua insegnante di inglese, e poi al preside. La studentessa aveva raccontato di subire molestie da parte del compagno della madre, sostenendo che la toccasse nelle parti intime quando erano da soli in casa. E che la cosa andava avanti da circa tre anni.
“Era turbata, infastidita, si era messa a piangere”, aveva ricordato il preside della scuola. “Diceva che la madre non le credeva, e questa cosa le creava un peso“. “Mia figlia mi aveva raccontato tutto”, aveva riferito in aula la mamma dell’amica. “L’ho consigliata di parlarne con una professoressa, con quella con cui si sentiva più a suo agio. Mia figlia, per non lasciarla sola con il compagno della madre, l’ha fatta venire anche a casa nostra a mangiare. So che c’erano contrasti tra la ragazzina e la madre e che lei non le credeva”.
Si torna in aula il prossimo 15 dicembre.