EMI-MIND: supporto psicologico per gestire emicrania e stress, al via la terza edizione
Il progetto EMI-MIND offre un percorso psicologico di gruppo per chi soffre di emicrania, puntando a migliorare la gestione dello stress e delle emozioni
Un percorso psicologico di gruppo per aiutare le persone che soffrono di emicrania a gestire meglio stress, emozioni e dolore. È il progetto EMI-MIND, promosso da ASST Crema attraverso la Struttura Complessa di Neurologia e il Centro Cefalee, giunto alla terza edizione.
L’emicrania è una patologia neurologica che interessa tra il 10 e il 12% della popolazione mondiale, con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne. Gli attacchi possono durare fino a tre giorni ed essere accompagnati da nausea, sensibilità alla luce e ai rumori e disturbi visivi. Tra i fattori che possono favorirne l’insorgenza, accanto alla predisposizione genetica, ci sono anche stress, mancanza di sonno e digiuni prolungati.
“Diversi fattori ambientali come lo stress emotivo, la carenza di sonno e i digiuni prolungati possono agire da potenti inneschi”, spiega Fabio Brusaferri, neurologo di ASST Crema.
EMI-MIND nasce come supporto alle terapie farmacologiche e propone un percorso a numero chiuso, con un massimo di dieci partecipanti. Gli incontri si terranno alla Sala Polenghi dell’Ospedale Maggiore di Crema, ogni mercoledì dalle 16 alle 17.30, per un totale di otto appuntamenti tra la fine di settembre e la metà di novembre.
La responsabile tecnica e scientifica è Vanessa Raimondi, psicologa e psicoterapeuta della Neurologia e del Servizio di Psicologia di ASST Crema. Il percorso utilizza tecniche di tipo cognitivo-comportamentale, lavorando sulla consapevolezza, sull’accettazione delle emozioni e sulla gestione dei pensieri negativi. Sono previsti anche momenti di meditazione e approfondimenti sugli aspetti medici dell’emicrania con un neurologo.
“L’obiettivo prioritario del percorso è favorire una gestione più efficace delle emozioni e dei pensieri negativi per contenere la pressione dello stress quotidiano”, spiega Raimondi. L’idea è intervenire anche sulla componente di stress che può contribuire ad aumentare la percezione del dolore e la frequenza degli attacchi.
L’accesso al programma avviene su proposta del neurologo dopo la prima visita specialistica al Centro Cefalee. L’ammissione definitiva prevede poi un colloquio individuale con la psicologa e la compilazione di questionari di valutazione.
Il primo incontro è fissato per mercoledì 30 settembre.