Salute

Caldo e inquinamento, Crema in Azione: “Il Cremasco non può restare fuori dal piano nazionale”

L'associazione denuncia l'assenza di un piano di prevenzione per le ondate di calore nel Cremasco, chiedendo misure urgenti per proteggere i più vulnerabili

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Le ondate di calore delle ultime settimane riaccendono l’attenzione sui rischi per la salute, soprattutto per anziani, persone fragili e lavoratori che operano all’aperto. Sul tema interviene Crema in Azione, che chiede di rafforzare anche nel Cremasco gli strumenti di prevenzione previsti dal nuovo Piano Nazionale del Ministero della Salute.

Il documento ministeriale integra per la prima volta la prevenzione degli effetti delle ondate di calore con quella legata all’inquinamento atmosferico, riconoscendo i rischi derivanti dalla combinazione tra temperature elevate e presenza di polveri sottili.

Secondo Crema in Azione, però, il territorio cremasco e la provincia di Cremona presenterebbero una criticità: tra le 27 città coperte dal sistema nazionale Heat Health Watch Warning, che permette di emettere bollettini di rischio con 72 ore di anticipo e di attivare i relativi piani di prevenzione, non figurerebbero né Crema né Cremona.

“Un territorio prevalentemente agricolo esposto a temperature estive estreme e tra i più colpiti d’Italia da PM10 e PM2.5 resta privo di un sistema di allerta dedicato”, sostiene Crema in Azione.

Da qui la richiesta rivolta a Comune di Crema, ATS Val Padana e Regione Lombardia di dare attuazione a livello locale alle indicazioni del Piano nazionale, a partire dall’inclusione di Crema e della provincia di Cremona nel sistema HHWW oppure attraverso l’attivazione di un sistema di allerta locale.

Il gruppo propone inoltre la creazione di un’anagrafe comunale delle persone maggiormente suscettibili agli effetti del caldo, così da consentire, in collaborazione con ASST Crema e ATS Val Padana, una sorveglianza attiva durante i periodi di allerta.

Tra le proposte anche una maggiore integrazione tra piano caldo, piano aria e pianificazione urbana, coinvolgendo ARPA Lombardia e prevedendo interventi sul verde pubblico e sulle cosiddette isole di calore. Crema in Azione suggerisce inoltre, in collaborazione con il volontariato sociale, la realizzazione di “rifugi climatici” e punti di ristoro accessibili soprattutto agli anziani e alle persone fragili.

“Il Piano del Ministero della Salute offre oggi gli strumenti per prevenire le conseguenze più gravi del caldo. Siamo disponibili a impegnarci con le istituzioni locali per attivarli, prima della prossima ondata”, conclude il referente di Crema in Azione, Mario Alessio Benelli.

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