La chiesa di San Giacomo: segreti di un passato funerario e la sua scalinata scenografica
La sorprendente storia della chiesa di San Giacomo e la sua scalinata, simbolo di un antico sepolcreto, rivelata dallo storico cremasco Alberto Tuzza
Perché la chiesa di San Giacomo si trova sopraelevata rispetto al piano stradale e si accede attraverso una scenografica doppia scalinata? A svelare l’origine di questa particolarità è lo storico cremasco Alberto Tuzza, che riporta alla luce una pagina poco conosciuta della storia cittadina.
Secondo la ricostruzione, la chiesa fu per secoli il luogo destinato alla sepoltura dei defunti provenienti dal vicino ospedale. I corpi venivano calati, generalmente senza bara, attraverso botole aperte nel pavimento e deposti nei sepolcri ricavati sotto l’edificio religioso.
Una pratica che, fino alla fine del Seicento, provocava non pochi problemi. Ogni anno era infatti necessario aprire le botole decine di volte per nuove inumazioni, con il risultato che all’interno della chiesa si diffondeva, come riportano i documenti dell’epoca, “un fetore che impedisce i divini Offizi”. Inoltre, la vicinanza del sepolcreto alla Roggia Rino comportava il rischio che i liquidi di decomposizione contaminassero le acque utilizzate a valle per il bucato e altri usi domestici, in un periodo storico segnato dalle ricorrenti epidemie di tifo e colera.
Fu il parroco don Dornetti, alla fine del XVII secolo, a ottenere lo spostamento del luogo di sepoltura all’interno dell’area ospedaliera, motivando la richiesta con ragioni igienico-sanitarie, ben prima dell’Editto di Saint Cloud che vietò le sepolture nelle chiese.
In occasione della ricostruzione dell’edificio, nella prima metà del Settecento, si decise quindi di sigillare definitivamente i sepolcri innalzando il livello del pavimento della chiesa. Da qui nacque la caratteristica doppia scalinata che ancora oggi conduce all’ingresso di San Giacomo.
Come ricorda Tuzza, il rifacimento della pavimentazione avvenuto nel 1955 ha però cancellato le antiche lapidi e le botole originali, facendo scomparire le ultime tracce visibili di questa singolare storia.