Turismo

Ecco la ‘Panda Pronto Soccorso dei Ricordi”: naturalmente a Pandino

Quando la cura si tinge di ironia e affetto, anche questo è stato ‘Panda a Pandino’, grazie a ‘Soli Mai’ e Fondazione Ospedale dei Poveri

Panda Soccorso a Pandino
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Tra le oltre 1200 Panda che in questi giorni hanno partecipato a “Panda a Pandino”, di fronte al Castello ce n’erano due a far bella mostra, con un gruppo di volontari e un messaggio da far battere il cuore: Pronto Soccorso dei Ricordi – somministriamo felicità.

Due auto decorate con i simboli della cura e della sanità, a rappresentare però, non un’operazione di marketing, ma un progetto nato dal cuore dei dipendenti della Fondazione Ospedale dei Poveri di Pandino, diretta da Fiorenza Ghidotti e dai volontari dell’Associazione “Soli mai”, con l’idea di trasformare gli strumenti della cura, in simboli di gioia.

Il progetto promosso dalla Direzione generale e dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, nasce con l’obiettivo di superare la percezione che vede spesso associati sofferenza, fragilità, terza età. Così guanti, cerotti e siringhe che decorano la Panda, diventano simbolicamente strumenti di un’assistenza che è prima di tutto vicinanza, calore umano e memoria.

La Panda quale ponte tra la Casa di Riposo e il territorio, ma anche manifesto itinerante di come la cura può essere fatta anche (e, forse, soprattutto) con sorrisi e leggerezza. Attraverso il loro stand, in occasione dell’evento clou che porta a Pandino l’interesse di tantissimi visitatori, ma anche tanti cittadini in giro per le vie e le piazze, l’associazione Soli Mai vuole ricordare gli anziani come risorsa attiva, piena di vita e di ironia, e contestualmente la Fondazione Ospedale dei Poveri, intende dimostrano che la vera medicina, a volte, non viaggia solo attraverso provette, siringhe, diagnosi e terapie farmacologiche, ma può viaggiare anche su quattro ruote, se a far da guida ci sono elementi che sono alla base del rapporto fiduciario tra personale medico, infermieristico, socio assistenziale e paziente, o come nel caso delle RSA, ospite: l’empatia e il sentimento di non voler dimenticare nessuno.

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