Ponte di via Cadorna, Confcommercio: “Servono tempi certi e aiuti concreti per le imprese”
L'associazione lancia l'allarme sugli effetti della chiusura del ponte: "La città rischia di essere divisa in due". Chiesti ristori, sgravi e un cronoprogramma chiaro degli interventi
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Chiarezza sui tempi, misure concrete per sostenere le attività economiche e un confronto costante con il territorio. Sono le richieste avanzate da Confcommercio Provincia di Cremona dopo la chiusura del ponte di via Cadorna a Crema, una decisione assunta per motivi di sicurezza ma che continua a generare preoccupazione tra cittadini, commercianti e imprese.
A farsi portavoce delle istanze del territorio è Francesco Spreafico, referente per il Cremasco di Confcommercio: “Tra commercianti e cittadini percepiamo molta preoccupazione e anche una crescente esasperazione. La sensazione diffusa è quella di una città che rischia di essere tagliata in due. Molte persone si chiedono quali saranno i tempi degli interventi, come verranno gestiti i collegamenti e quali conseguenze ci saranno per le attività economiche. L’incertezza è ciò che preoccupa maggiormente famiglie e imprese”.
Secondo Spreafico, il tema del ponte si trascina da anni e la chiusura ha riacceso timori mai sopiti: “Da quindici anni cittadini e attività economiche convivono con problemi, limitazioni e discussioni sul futuro dell’infrastruttura. È una situazione che ha generato stanchezza e che rende ancora più forte la richiesta di risposte definitive e tempi certi”.
Confcommercio sottolinea come le prime conseguenze sul tessuto economico siano già percepibili. “Alcune attività stanno registrando un cambiamento nelle abitudini dei clienti e nei flussi di passaggio. I commercianti temono che una parte della città possa essere penalizzata rispetto a un’altra. Per questo la richiesta che arriva dal territorio è semplice: servono chiarezza, informazioni puntuali e tempi certi”.
A condividere le preoccupazioni è anche il presidente provinciale Andrea Badioni, che richiama il valore strategico del collegamento per l’intera città: “Crema funziona perché è una città connessa. Non esistono attività commerciali di serie A e attività commerciali di serie B. Se una parte della città viene isolata o penalizzata, le conseguenze ricadono inevitabilmente sull’intero sistema economico locale. È quindi fondamentale conoscere il prima possibile il cronoprogramma degli interventi e valutare tutte le possibili soluzioni per mantenere collegata la città”.
L’associazione chiede inoltre che si apra subito una riflessione sugli strumenti di sostegno alle imprese che potrebbero subire ripercussioni economiche: “Quando si parla di ristori o agevolazioni occorre entrare nel merito delle misure. Le imprese hanno bisogno di sapere quali strumenti verranno messi a disposizione e con quali modalità. Non possiamo ignorare il danno economico che questa situazione rischia di provocare per molte attività”.
Come esempio, Confcommercio cita l’esperienza di Lodi, dove l’amministrazione ha introdotto sgravi Tari fino all’80%, contributi a fondo perduto e strumenti di sostegno finanziario per le imprese. “Pensiamo alle esperienze del Lodigiano, di Montodine o dell’area di Casalmaggiore. Sono realtà che hanno dovuto gestire situazioni simili e che possono offrire indicazioni utili sugli strumenti da adottare, dagli sgravi fiscali temporanei alle misure di sostegno per le attività economiche. Confcommercio è disponibile a collaborare con l’amministrazione per individuare rapidamente le soluzioni più efficaci”, aggiunge Badioni.
L’associazione invita infine a evitare contrapposizioni tra le diverse aree della città e a trasformare l’emergenza in un’occasione di collaborazione. “Dobbiamo evitare che si crei una contrapposizione tra il centro e le zone oltre il ponte. In questo momento il commercio deve restare unito. Si possono immaginare iniziative condivise, attività promozionali, mercati straordinari e azioni di marketing territoriale che aiutino a sostenere tutte le attività economiche”.
Guardando ai prossimi mesi, Confcommercio richiama anche l’importanza della stagione estiva e della promozione della città. “Il turismo sta registrando segnali positivi e nei prossimi mesi aumenteranno le presenze e le frequentazioni. La sicurezza resta naturalmente la priorità assoluta e comprendiamo le ragioni che hanno portato alla chiusura del ponte. Proprio per questo riteniamo necessario accompagnare questa decisione con misure concrete di sostegno, una strategia di promozione della città e un confronto costante con le categorie economiche”.
L’obiettivo, conclude l’associazione, è ridurre al minimo i disagi per cittadini e imprese e preservare la vitalità economica e sociale dell’intera città.