Il ponte di Montodine resta chiuso: tra le ipotesi, il senso unico alternato
A spiegare i dettagli il Presidente della Provincia Mariani. Ora si attendono l'esito dell'ingegnere strutturista; il prossimo 9 maggio incontro in Comune
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L’infrastruttura resta chiusa, almeno fino a nuovo ordine, anche se qualcosa inizia a muoversi.
Siamo a Montodine, sul ponte che attraversa il fiume Adda e collega il Cremonese alla provincia di Lodi e al Comune di Bertonico.
Proprio sul lato lodigiano, nei giorni scorsi, sono state riscontrate alcune anomalie su un giunto e un dislivello di alcuni centimetri tra la struttura e la strada provinciale 591.
Da qui la decisione di sospendere temporaneamente la circolazione, attraverso apposite ordinanze, per prevenire possibili rischi per gli utenti. Negli ultimi giorni la Provincia di Lodi ha affidato a un ingegnere strutturista l’incarico di effettuare le necessarie verifiche sullo stato del ponte. Nel frattempo, da entrambe le sponde dell’Adda, arrivano le prime valutazioni sulla situazione.
“Nel giro di una decina di giorni dovremmo avere un quadro più chiaro sull’entità del problema – spiega Roberto Mariani, presidente della Provincia di Cremona –. Si sta valutando, nell’ambito dell’analisi del danno al ponte, anche l’eventualità di poter attivare un senso unico alternato. Ma si tratta di ipotesi che potranno essere considerate solo dopo le verifiche dell’ingegnere strutturista“.
Una situazione che apre diversi interrogativi. Il ponte sull’Adda, infatti, è stato inaugurato nel 2009 alla presenza dell’allora ministro Antonio Di Pietro. Dopo oltre un decennio di attese e lavori, a poco meno di quindici anni dall’apertura emergono già problemi su un’infrastruttura relativamente recente.
Per il momento non resta che attendere, anche se il sindaco e l’amministrazione comunale di Montodine si stanno già attivando.
“In queste ore i contatti sono piuttosto serrati – prosegue Mariani –. Sabato 9, alle 10.30, è stato convocato in municipio a Montodine un incontro con i consiglieri regionali, i due presidenti di Provincia e il sindaco di Bertonico, per una valutazione condivisa della situazione. Probabilmente per quella data avremo qualche elemento tecnico in più”.
“La tempistica – conclude il presidente – dipenderà interamente dall’analisi tecnica e dall’entità del danno. È difficile esprimersi ora: potrebbe trattarsi di pochi giorni come di un periodo più lungo. Sarà poi necessario valutare, in base al danno riscontrato, anche il reperimento delle risorse per l’intervento”.