Rivolta d’Adda piange Osvaldo Busca: "Una morte improvvida e poco sensata"
Comunità raccolta nella Basilica per il 64enne morto in bici a Pontida. Nell’omelia l’invito alla fede e alla speranza nel dolore
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Una comunità raccolta e silente si è stretta attorno ai famigliari di Osvaldo Busca, il 64enne tragicamente scomparso domenica mattina, travolto da un capriolo in sella alla sua bicicletta, mentre si trovava su una ciclopedonale con un amico nei boschi sopra Pontida. Gremita la chiesa e molta la gente che ha atteso nella Basilica di Santa Maria e San Sigismondo di Rivolta d’Adda il feretro, che è arrivato almeno 20 minuti prima delle 15, ora della celebrazione funebre.
Un silenzio attonito e sgomento ha invaso la Basilica fino a quando è arrivato il parroco, monsignor Dennis Feudatari della diocesi di Cremona, che ha presieduto la messa d’addio a Osvaldo Busca.
“Improvvisa, improvvida e forse anche poco sensata, posto che la morte abbia un senso, il passaggio del nostro fratello da questo mondo a quello di Dio”, ha detto il parroco Feudatari all‘inizio dell’omelia riferendosi al modo assurdo in cui il 64enne di Rivolta è stato strappato improvvisamente alla vita. Monsignor Feudatari ha fatto proprie le parole di Marta, amica carissima di Gesù, tratte dal vangelo di Giovanni che, di fronte alla morte del fratello Lazzaro, si rivolge a Gesù dicendo: “Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà. Ecco le stesse parole potrebbero essere messe sulla bocca dei famigliari di Osvaldo. Signore dov’eri? Se tu fossi stato con lui… perché ce lo hai tolto?”.
Una risposta che apre al mistero della vita e della morte.
“Personalmente – ha continuato il parroco durante l’omelia – per Osvaldo chiedo, come ha fatto Marta per Lazzaro, il paradiso, che non è un luogo fisico ma la comunione eterna con il Signore dove non c’è pianto e tristezza. Per i famigliari invece chiedo di attraversare questo momento di dolore. Se non può stare sulle nostre labbra l’affermazione di Marta: “Io so che risorgerà!” ci può stare anche il nostro dubbio, la nostra fatica ad attraversare questo momento. Ricordiamoci però che l’amore ha le braccia aperte, come Cristo in croce. Bisogna lasciare andare e fidarci anche se non condividiamo le scelte.” Parole di consolazione per i famigliari di un proprio caro strappato troppo presto e incomprensibilmente alla vita.