Cronaca

Nessun rimpatrio per il medico cremasco bloccato a Dubai. Il consiglio di andare in Oman

E' ancora a Dubai il medico cremasco Cristiano Crotti. Non ci sono voli diretti In Italia ma potrebbe andare in Oman via terra e da lì partire per il rimpatrio

Servizio di Sabrina Grilli
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Cristiano Crotti, il medico cremasco bloccato a Dubai, ha provato stamane a recarsi in un centro commerciale dove si trova un sito degli Emirates senza riuscire a capire come rientrare in Italia. “Il problema è proprio questo, che nessuno ci dà informazioni su che cosa sia meglio fare e dobbiamo arrangiarci per prenotare noi eventualmente il viaggio. Trovo la cosa veramente assurda”.

È ancora bloccato nella città degli Emirati Arabi con la moglie e alcuni amici. “Gli italiani rientrati in patria – spiega – non sono partiti da Dubai. È stato il ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ovvero la Farnesina, a organizzare un trasferimento in Oman e il successivo volo di rientro in Italia. Agli altri connazionali è stato invece suggerito di restare a Dubai oppure di organizzarsi autonomamente per raggiungere l’Oman, attraversando la frontiera via terra e cercare lì un volo per il rientro”.

Non nasconde il disappunto il medico cremasco, sebbene non voglia attribuire responsabilità al consolato, all’ambasciato o alla Farnesina. Ciò di cui si lamenta è la mancanza di indicazioni chiare su come riprogrammare il rientro in patria. “Anche solo una comunicazione ufficiale – fa notare – un orientamento concreto, un consiglio operativo avrebbero fatto la differenza. Una comunicazione chiara e tempestiva è una forma di rispetto. Siamo consapevoli della complessità della situazione, ma chiediamo di essere considerati anche come persone, non solo come numeri in attesa”.

Intanto dalla sua stanza d’albergo si sentono i colpi della contraerea degli Emirati Arabi che riescono ad intercettare i missili balistici e i droni. “Per il resto è il solito di tutti i giorni – prosegue il medico nel racconto quotidiano da Dubai – poche persone in giro, nulla di che da aggiungere rispetto a quanto detto precedentemente, salvo il fatto che il Ministero ci ha mandato le linee guida dell’Ordine Mondiale della Sanità in caso di protezione dagli attacchi aerei. Una serie di linee guida circa la protezione che dovremmo cercare nel caso in cui vi sia un bombardamento. Attendiamo di rientrare in Italia”.

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