Il gruppo di protezione civile 'Lo Sparviere' in missione nelle zone colpite dall'alluvione
“Quando si parte per queste missioni, lo si fa con la voglia di strafare perché le alluvioni lasciano una desolazione incredibile”. E’ il commento di Giovanni Mussi, presidente del gruppo di protezione civile ‘Lo Sparviere’ di Crema, all’indomani dell’intervento a Nonantola, in provincia di Modena.
Qui, come in buona parte dell’Emilia Romagna, il maltempo dei giorni scorsi ha lasciato strascichi devastanti. Il fiume Panaro è esondato, allagando tutto: campagna, paesi, case e aziende.
Sette i volontari di Crema – compreso Mussi – che martedì mattina alle 4 sono partiti alla volta del piccolo comune, dove sono state sfollate 600 persone. “Ci siamo trovati davanti a uno scenario sommerso da acqua e fango. In strada c’era di tutto: macchine, bidoni…”.
‘Lo Sparviere’ ha svuotato da centinaia di litri di acqua che aveva allagato le cantine di fermentazione di un’azienda vinicola, con numerosi centimetri di fango sul fondo. Poi si sono spostati in centro abitato, dove grazie alle motopompe e al modulo antincendio, hanno liberato scantinati e garage. “Siamo riusciti a pulire buona parte della zona assegnataci e a rimettere in funzione il vano ascensore di una ditta”.
“Siamo ripartiti un po’ rammaricati, perché ad ogni metro che percorrevamo, c’era qualcuno che chiedeva aiuto. Il pensiero va alle persone colpite da questo disastro. Se ci sarà bisogno, torneremo”.
Ambra Bellandi





