Cronaca

LNDC denuncia l’atroce uccisione di segugi da parte di un cacciatore a Crema

L'uccisione di due segugi per il loro abbaiare ha sollevato un'ondata di indignazione e richieste di giustizia, con LNDC pronta a seguire il caso legale

La Carabina e la buca in giardino
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Lo scioccante episodio dell’uccisione di due segugi uccisi dal proprio padrone a Crema ha suscitato parecchio clamore mediatico, e indignazione. Sulla vicenda, infatti, è intervenuta anche la LNDC Animal Protection, l’ente protezione animali che ha denunciato l’accaduto.

L’uomo ha sparato ai suoi cani con una carabina per poi seppellirli nel giardino di casa. La causa, confessata ai carabinieri, sarebbe semplicemente il presunto fastidio che l’abbaio dei due segugi avrebbe provocato al 64enne. Di fronte a un episodio di tale gravità, l’ente Animal Protection ha deciso di presentare una denuncia affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e siano applicate tutte le norme previste dalla legge nei confronti del responsabile.

“È difficile immaginare un gesto più crudele e ingiustificabile,” dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Due cani affidati alle cure del loro proprietario sarebbero stati uccisi semplicemente perché manifestavano un comportamento naturale come l’abbaiare. È un episodio che lascia sgomenti e che dimostra quanto possa essere pericoloso considerare gli animali come oggetti di cui liberarsi quando diventano scomodi.”

L’arma utilizzata sarebbe una carabina regolarmente detenuta dall’indagato e, considerando la razza dei cani, tutto farebbe pensare che l’uomo sia un cacciatore.

“Se tale ipotesi fosse confermata,” prosegue Rosati, “ci troveremmo ancora una volta davanti all’ennesimo episodio che conferma ciò che denunciamo da anni: la disponibilità di armi da caccia e una cultura che normalizza l’uccisione degli animali possono favorire comportamenti di estrema violenza. Fa quindi ancora più rabbia assistere ai continui tentativi del Governo di presentare i cacciatori come ‘custodi della biodiversità’, mentre continua a smantellare le tutele della fauna selvatica e ad ampliare gli spazi e le possibilità di esercizio dell’attività venatoria.”

LNDC Animal Protection ricorda come proprio in queste settimane il Governo stia portando avanti una riforma della legge sulla caccia che amplia ulteriormente i privilegi concessi al mondo venatorio, nonostante la crescente opposizione della comunità scientifica, delle associazioni ambientaliste e di una larga parte dell’opinione pubblica.

“Chi sceglie la violenza come risposta all’abbaiare dei propri cani dimostra una pericolosità che non può essere ignorata,” conclude Rosati. “Continueremo a denunciare ogni episodio di violenza su tutti gli animali e a opporci con forza a ogni tentativo di dipingere la caccia come uno strumento di tutela della natura. La biodiversità si protegge conservando gli ecosistemi, investendo nella prevenzione e nel rispetto della fauna, non distribuendo fucili e ampliando i calendari venatori.”

LNDC Animal Protection seguirà l’intero iter giudiziario della vicenda e si costituirà parte civile qualora si arrivi al processo, affinché venga resa piena giustizia ai due cani vittime di questo gravissimo episodio di violenza.

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