Una pila alimentata dalle piante: quattro studenti del Galilei vincono il concorso nazionale
Il progetto degli studenti dell'indirizzo chimico premiato a Palazzo Brera: una cella capace di produrre energia sfruttando le reazioni che avvengono nel terreno
Una pila vegetale capace di produrre energia sfruttando ciò che avviene nel terreno delle piante. È il progetto realizzato da quattro studenti dell’indirizzo chimico dell’ITIS Galilei di Crema, vincitori del concorso nazionale dedicato al bicentenario della morte di Alessandro Volta. Michele Regazzetti, Giulia Lucherini, Mia Facchi e Riccardo Bonnici, coinvolti nel progetto dalla loro docente di chimica, scienze e tecnologie applicate Alessandra Papaianni, sono stati premiati a Milano, nella cornice di Palazzo Brera.
Il lavoro nasce dall’incontro tra elettrochimica e sostenibilità e punta a ricavare energia attraverso una cella a combustione microbica vegetale. L’energia viene generata sfruttando le reazioni che avvengono nel terreno delle piante, con la possibilità di pensare in prospettiva ad applicazioni concrete, dall’alimentazione di piccoli dispositivi fino all’illuminazione.
“È stato molto bello scoprire come le piante creano energia e soprattutto vedere anche un led attivato – raccontano gli studenti –. È stato interessante capire come effettivamente funziona la reazione e come dei semplici batteri riescano a ricavare elettroni dal glucosio. È stato difficile, ma dopo circa due mesi siamo riusciti ad arrivare a questo risultato e siamo molto fieri della nostra vittoria“.
Un percorso di sperimentazione durato quindi diverse settimane, fino alla realizzazione di un prototipo funzionante. Il progetto ha permesso ai quattro giovani di collegare la storia dell’elettrochimica, alla base del concorso dedicato ad Alessandro Volta, con le attuali sfide legate alla ricerca di fonti energetiche sostenibili.
E adesso l’idea potrebbe avere un seguito. “Vogliamo certamente provare a brevettarla, c’è questo pensiero – spiega la docente Alessandra Papaianni –. Speriamo che la nostra idea possa avere un futuro, soprattutto sostenibile”.
Soddisfazione anche da parte della dirigente dell’istituto Paola Orini, che ha evidenziato un altro aspetto del gruppo vincitore. “Mi fa particolarmente piacere che a questo progetto abbiano partecipato due studenti ma anche due studentesse, perché questo abbatte un po’ la barriera che ancora tiene lontane le ragazze dalle cosiddette discipline STEM, cioè quelle tecnico-scientifiche. Sono stati bravissimi: un grande applauso alle chimiche e ai chimici dell’Istituto Galilei”.