Economia

Romanengo, Bauli non conferma i contratti a termine e le missioni di 16 persone in staff leasing

Presa di posizione di NIdiL CGIL e FeLSA CISL Asse del Po che chiedono all'azienda di riconsiderare la scelta, ma richiamano le agenzie di somministrazione lavoro ad adoperarsi per la ricollocazione del personale

La sede della Bauli in provincia di Verona
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Bauli ha comunicato che non confermerà la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori con contratto a tempo determinato tramite agenzia e che interromperà le missioni di 16 persone in staff leasing, impiegate da anni nello stabilimento di Romanengo.

Per NIdiL CGIL Cremona e FeLSA CISL Asse del Po si tratta di una scelta profondamente sbagliata. “Dietro questi numeri – affermano le due organizzazioni sindacali – ci sono persone che hanno lavorato per anni all’interno dello stabilimento, contribuendo alla produzione e acquisendo esperienza e competenze. Per chi è assunto a tempo indeterminato dall’agenzia, la fine della missione presso Bauli significa perdere il luogo di lavoro nel quale ha costruito il proprio percorso professionale. Per chi ha un contratto a termine, la mancata conferma apre un’immediata incertezza sul futuro.

“Siamo consapevoli – aggiunge – che un’azienda possa attraversare fasi di difficoltà o di riduzione dell’attività. Proprio per questo riteniamo che fosse necessario approfondire tutte le soluzioni disponibili prima di assumere decisioni con conseguenze così pesanti sulle lavoratrici e sui lavoratori. Esistono strumenti che avrebbero potuto consentire di affrontare la situazione almeno nel breve e medio periodo, guadagnando tempo per verificare l’andamento produttivo e ricercare alternative a tutela dell’occupazione”.

I sindacati chiedono a Bauli “di riconsiderare le decisioni annunciate e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali e le agenzie per il lavoro coinvolte. L’obiettivo deve essere individuare soluzioni condivise che permettano di salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro e di dare risposte concrete a tutte le persone interessate”.

Ma anche “le Agenzie per il Lavoro devono assumersi pienamente la propria responsabilità nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati. La conclusione della missione presso Bauli non può tradursi nell’abbandono delle persone coinvolte: le Agenzie devono attivare gli strumenti previsti dal CCNL di settore, a partire dalla PDR – Procedura di Ricollocazione, e impegnarsi concretamente nella ricerca di nuove opportunità occupazionali, valorizzando le competenze e l’esperienza maturate. La ricollocazione deve essere considerata parte integrante della tutela della continuità occupazionale e non un adempimento meramente formale.

“La condizione contrattuale non può rendere invisibili lavoratrici e lavoratori che, in molti casi, sono parte dello stabilimento da anni. La tutela dell’occupazione deve riguardare tutte le persone che vi lavorano, comprese quelle in somministrazione. Per questo riteniamo necessario che, accanto al confronto con Bauli, venga garantito dalle Agenzie un percorso concreto di accompagnamento e ricollocazione per tutte le persone che perderanno la propria missione”.

NIdiL CGIL Cremona e FeLSA CISL Asse del Po continueranno a seguire unitariamente la vicenda e a sostenere le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, invitandoli a prendere contatto con i funzionari delle due organizzazioni per esaminare le singole posizioni.

 

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