Cultura e spettacoli

Pinocchio arriva al San Domenico di Crema, Scolastra: “Tutti siamo Pinocchi, meno male”

Al Teatro San Domenico, un nuovo allestimento del classico di Collodi porta in scena l'energia della lettura di Lucia Poli, per un'esperienza indimenticabile

Marco Scolastra al pianoforte
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Parola, musica e immagini per riportare sul palco un personaggio che, secondo Marco Scolastra, “parla sempre perché è gioia di vivere”. È Pinocchio, lo spettacolo multimediale che domani sera, alle 21, inaugurerà al Teatro San Domenico di Crema la nuova edizione di “Musica in abside”, nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi.

Al pianoforte ci sarà proprio Scolastra, mentre la voce narrante e la drammaturgia sono affidate a Lucia Poli. Le musiche originali sono di Andrea Farri, gli arrangiamenti di Raul Patrick Maritean e i disegni di Francesca Greco. Un progetto nato appositamente per l’occasione e che mantiene intatta la parola di Collodi, affiancandole però linguaggi contemporanei.

“Di nuovo nulla, è uno spettacolo multimediale”, spiega Scolastra. Il punto di partenza resta infatti il testo classico di Collodi e l’energia della lettura di Lucia Poli, mentre “musica e illustrazioni sono elementi nuovi”: trenta i disegni originali di Francesca Greco, mentre le musiche sono state composte da Andrea Farri. “Le tre arti sono di nuova creazione, sono nate e sono state commissionate per questo spettacolo. La drammaturgia è riassunta, però la parola di Collodi resta intatta”.

A cambiare prospettiva è soprattutto il modo in cui il testo viene restituito al pubblico. Lucia Poli interpreta tutti i personaggi attraverso voci differenti, con quello che Scolastra definisce un vero e proprio “virtuosismo vocale”, portando in scena anche la componente toscana della lingua di Collodi. “È una lettura molto vivace”, racconta il pianista, spiegando che l’obiettivo è mantenere “una devozione al testo originale”, rendendolo però più vivo attraverso l’interpretazione dell’attrice.

Ma perché, a quasi due secoli dalla nascita di Collodi, Pinocchio continua a parlare al pubblico? Per Scolastra la risposta è nella sua capacità di rappresentare l’esperienza umana. “Tutti siamo Pinocchi, menomale che siamo Pinocchi. Chi non ha mai incontrato il Gatto e la Volpe?”. Il burattino che corre, ha fame, sbaglia, disobbedisce e continua a cercare la propria strada diventa così “la metafora della vita”.

Anche il Grillo parlante, osserva Scolastra, può essere letto come qualcosa che appartiene a tutti: “Il grillo ben pensante che abbiamo tutti noi”. E dentro la storia trovano spazio temi ancora attuali, dalla fame al rapporto con il denaro, fino all’attenzione a non sprecare e al rispetto della natura.

Il rapporto personale di Scolastra con Pinocchio nasce invece da un incontro preciso. “Mi sono innamorato di Pinocchio in un momento preciso: mi sono ritrovato un audiolibro con Pinocchio di Paolo Poli”. Proprio l’ascolto di quella versione, realizzata dal fratello dell’attrice che domani sarà al suo fianco sul palco, è stata la svolta. “La lingua toscana ha avuto il suo fascino”, racconta, insieme a quel mondo di animali, fantasia e metafore del bene e del male.

Per Scolastra, uno degli elementi che rendono ancora straordinario il personaggio è proprio la sua disobbedienza, insieme alla gioia di vivere. E c’è anche un paradosso: “Tutta la magia finisce quando diventa bambino, finisce il racconto, perde il bello, finisce la fantasia”.

Domani sera, dunque, Crema potrà assistere a una rilettura che unisce tre linguaggi artistici senza rinunciare al testo originale. Per Scolastra è “una cosa mai vista” per il pubblico cremasco, con l’incontro tra la musica, le illustrazioni e la voce di Lucia Poli, protagonista dello spettacolo a 85 anni.

“È una delle rare maniere di ascoltare una grande signora del teatro come Lucia Poli, che a 85 anni resta sul palco con una grande energia”, sottolinea Scolastra. L’appuntamento è alle 21 al Teatro San Domenico, con Pinocchio che apre la rassegna “Musica in abside”, quest’anno dedicata al bicentenario della nascita di Collodi e alla memoria di Emilio Canidio.

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