Cambio ai vertici di ECA, Rivolta Dinamica: “Una crisi che non può essere minimizzata”
Con il nuovo presidente Massimo Cagna, la minoranza spera in una fase di stabilità, ma critica le nomine precedenti e chiede attenzione all'interesse pubblico
Il cambio ai vertici della Fondazione Santa Maria della Misericordia e Berinzaghi, ex ECA, con le dimissioni della presidente Rossella Bianchi e la successiva nomina di Massimo Cagna, riaccende il confronto politico a Rivolta d’Adda. La minoranza di Rivolta Dinamica parla di una situazione che “non può essere minimizzata” e torna a criticare le scelte compiute dalla maggioranza di Rivoltiamo Pagina sulle nomine degli enti strategici del territorio.
Secondo il gruppo consiliare, l’uscita di Bianchi, rimasta alla presidenza per meno di due mesi, rappresenterebbe un problema di stabilità e continuità della governance. “I fatti dimostrano che la scelta iniziale di Rivoltiamo Pagina non ha garantito all’ente la stabilità annunciata”, sostiene Marianna Patrini, consigliera di Rivolta Dinamica.
La minoranza ribadisce inoltre le perplessità già espresse al momento delle nomine, sostenendo che gli incarichi siano stati assegnati senza una rappresentanza qualificata delle opposizioni e contestando una gestione che, a suo giudizio, avrebbe privilegiato gli equilibri politici rispetto alla costruzione di una governance solida e competente.
Ora, con la nomina di Massimo Cagna, Rivolta Dinamica auspica una nuova fase di stabilità per la Fondazione. “A lui rivolgiamo l’augurio di buon lavoro”, afferma il gruppo, che annuncia allo stesso tempo di voler continuare a vigilare sull’operato degli organi della Fondazione e a presentare proposte nell’interesse dell’ente e della cittadinanza.
Il gruppo consiliare invita infine a mantenere separata la gestione delle Fondazioni dalle dinamiche politiche. “Le Fondazioni non possono diventare il terreno su cui perseguire equilibri politici, logiche di appartenenza o compensazioni interne ai partiti”, sostiene Rivolta Dinamica, secondo cui per enti che gestiscono risorse e servizi destinati alla collettività il riferimento deve essere l’interesse pubblico.